Atletica, Olimpiadi Rio 2016: le speranze di medaglia dell’Italia. Asso Schwazer, ambizioni nella Maratona

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Ancora 58 giorni di attesa e poi la sacra fiamma si accenderà su Rio de Janeiro per la XXXI edizione dei Giochi Olimpici.

Nonostante il desolante esito dei Mondiali di Pechino 2015, l’Italia coltiverà alcune ambizioni importanti da medaglia nell’atletica.

In primis, rispetto all’ultima rassegna iridata asiatica, la selezione tricolore potrà contare sul ritorno di un big come Alex Schwazer. Nel Mondiale a squadre dominato il mese scorso a Roma, abbiamo rivisto lo stesso campione che conquistò l’oro a Pechino 2008, se non addirittura più forte. Per l’altoatesino è iniziata una nuova carriera, nella quale intende vincere la sfida forse più grande della propria vita: dimostrare che si possono ottenere risultati in modo onesto. Che il 31enne di Vipiteno disponga di un talento innato è fuori discussione. Dopo il trionfo pechinese, tuttavia, erano in parte venute a mancare le motivazioni e, con essere, la voglia di sacrificarsi. Da qui la tentazione doping, di cui francamente Schwazer non avrebbe avuto bisogno. Ora il marciatore azzurro ha ritrovato un elemento chiave per tornare grande: l’amore per la marcia E’ un atleta rinato, desideroso di recuperare il tanto tempo perduto, nel quale ha giustamente pagato (caro) per gli errori commessi. A Rio Schwazer sarà uno degli uomini da battere nella 50 km, ma proverà a far saltare il banco anche nella 20 km, soprattutto se dovesse riuscire ad imporre un ritmo forsennato sin dai primi chilometri. La settimana di distanza che intercorre tra le due gare rende assolutamente fattibile l’impresa.

La marcia italiana, tuttavia, non è solo Alex Schwazer. Nella 20 km femminile, infatti, andrà a caccia di un metallo prezioso anche Anna Eleonora Giorgi. A 26 anni la lombarda è pronta per consacrarsi definitivamente. Nell’ultimo biennio ha dimostrato di valere tempi di prestigio internazionale, salvo incappare sovente in amare squalifiche per un gesto tecnico troppo estremizzato. Se verrà confermata l’esclusione della Russia, l’azzurra avrà davvero ottime possibilità di lottare per un posto sul podio, con le sole cinesi che sembrano avere qualcosa in più. Rivestiranno il ruolo di outsiders, invece, la veterana Elisa Rigaudo, già bronzo a Pechino 2008, e la giovane Antonella Palmisano: entrambe dovranno essere pronte a sfruttare eventuali passi falsi altrui.

12 anni dopo il trionfo (forse irripetibile) di Andrea Baldini nella culla delle Olimpiadi ad Atene 2004, l’Italia può covare ambizioni interessanti nella Maratona con Daniele Meucci e Ruggero Pertile. Se guardiamo i primati personali degli azzurri e li paragoniamo con quelli dei fuoriclasse africani, non vi sarebbe partita. Tuttavia i grandi eventi sono sempre delle gare a sé, senza lepri e con il fattore climatico che potrebbe giocare un ruolo determinante. Di solito questo genere di competizioni si sviluppano su ritmi piuttosto alti, anche da 2h10′. Se ciò dovesse accadere a Rio, a trarne grandi benefici sarebbero proprio i nostri portacolori, in particolare Meucci, dotato di un importante cambio di passo nei chilometri finali grazie alla velocità di base perfezionata nei 10000 metri (come testimonia anche il recente successo in Coppa Europa). Teoricamente lo stesso discorso varrebbe anche per la Maratona femminile con Valeria Straneo, vice-iridata nel 2013. La piemontese, tuttavia, ha dovuto fare i conti con diversi acciacchi fisici durante la preparazione, dunque la sua condizione sarà tutta da verificare.

Tra i papabili per un podio figura certamente anche Gianmarco Tamberi, laureatosi campione del mondo indoor lo scorso mese di marzo. Nelle prime uscite stagionali all’aperto, tuttavia, il marchigiano è apparso solo lontano parente di quello che lo scorso inverno sfiorava anche i 2,40 metri. Attualmente il terzo posto al Golden Gala (2,30 m.) rappresenta l’unica luce, anche se la condizione di forma sembra ancora molto lontana dall’apice. Il problema di Tamberi (e dell’altro outsider azzurro Marco Fassinotti) è una concorrenza mondiale pazzesca. Il qatariota Mutaz Essa Barshim e l’ucraino Bohdan Bondarenko in passato hanno superato la fatidica soglia dei 2,40, mostrando peraltro sin da subito una condizione fisica invidiabile. Tra i grandi della disciplina vanno menzionati anche il campione del mondo canadese Derek Drouin, l’americano Erik Kynard ed il cinese Guowei Zhang. Tutti atleti da 2,38, misura con cui si potrebbe vincere l’oro olimpico.

Schwazer, Giorgi, Meucci e Tamberi: saranno dunque quattro le grandi speranze di medaglia dell’Italia alle prossime Olimpiadi nella ‘regina atletica’. Ad oggi non si vedono altri possibili candidati, anche se nelle prossime settimane potrebbero tornare alla ribalta due nomi importanti come Alessia Trost (salto in alto) e Daniele Greco (triplo), quest’ultimo reduce da un lunghissimo calvario di infortuni.

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Foto: Colombo/Pagina FB Schwazer

federico.militello@oasport.it

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