Atletica, doping: Gwen Berry, squalifica su misura per partecipare alle Olimpiadi

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La USADA, l’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti, ha annunciato lunedì la squalifica della sua martellista di punta, Gwen Berry, alla quale è stato tolto anche il primato nazionale a stelle e strisce di 76.32 metri, stabilito lo scorso maggio in Arizona. L’atleta è stata squalificata per l’utilizzo, avvenuto nel mese di marzo, di un inalatore contenente una sostanza vietata, il vilanterolo trifenatato. In realtà, i test antidoping non sono mai risultati positivi, ma è stata la stessa Berry ad ammettere l’uso del prodotto, fatto che, a livello legale, equivale ad una positività.

La particolarità sta nel fatto che la squalifica comminatale, della durata di tre mesi, terminerà il 29 giugno, esattamente due giorni prima dei Trials di Eugene, in Oregon (1-10 luglio). In base a questo provvedimento, dunque, Berry potrà gareggiare in questa competizione e qualificarsi ai giochi Olimpici di Rio 2016. Le autorità statunitensi hanno spiegato che l’atleta ha assunto la sostanza per ragioni terapeutiche e sotto la supervisione di un medico, fatto che le ha evitato una squalifica più lunga, in quanto il prodotto non è stato assunto con l’obiettivo di migliorare le proprie prestazioni.

In un momento in cui si punta il dito contro il sistema antidoping inefficiente di altri Paesi, su tutti la Russia, fa comunque storcere il naso una squalifica che sembra fatta di proposito per non intaccare il cammino olimpico della numero uno statunitense nel lancio del martello.

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giulio.chinappi@oasport.it

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