Atletica, Diamond League 2016: a Stoccolma Lavillenie batte il meteo, Rudisha quarto. Trost e Grenot sul podio, Rossit delude

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Libania Grenot


Capitale svedese, Stoccolma ha ospitato quest’oggi l’ottava tappa della Diamond League 2016. Dopo il prologo di ieri, con la gara del getto del peso vinta dal neozelandese Tom Walsh (clicca qui per saperne di più), quest’oggi si è svolta la gran parte del programma del meeting, anche se le condizioni meteo non erano delle migliori rispetto al sole che illuminava ieri lo stadio scandinavo, avversando dunque la possibilità di ottenere grandi prestazioni nella maggioranza delle prove.

SALTO IN LUNGO FEMMINILE – La campionessa europea indoor Ivana Španović (Serbia) si è imposta grazie ad un secondo tentativo da 6.90 metri. La leader della corsa al diamante ha preceduto per due centimetri la statunitense Brittney Reese, che ha saltato 6.88 m all’ultima prova, mentre terza ha chiuso l’altra atleta a stelle e strisce Tianna Bartoletta (6.68 m).

LANCIO DEL DISCO FEMMINILE – Vittoria, ancora una volta, della quasi insuperabile croata Sandra Perković, che ha sfiorato il record del meeting con 68.32 metri. Alle spalle della campionessa olimpica troviamo la francese Mélina Robert-Michon (64.96 m, season best) e la cubana Denia Caballero (63.85 m).

SALTO CON L’ASTA MASCHILE – Condizioni difficilissime per l’asta, ma Renaud Lavillenie si conferma leader della specialità, seppur con la quota di 5.73 metri. Secondo, a 5.65 metri, il campione iridato canadese Shawn Barber, mentre terzo ha chiuso il sorprendente lettone Mareks Ārents (5.50 m).

SALTO IN ALTO FEMMINILE – Grande attesa per le azzurre, ma la delusione è subito arrivata da Desirée Rossit, che ha pagato la scarsa abitudine alle gare di questo livello, eliminata alla quota d’apertura di 1.81 metri. Molto meglio Alessia Trost, che ha saltato 1.90 m alla seconda prova, battuta solamente dagli 1.93 m della veterana spagnola Ruth Beitia. Podio anche per la polacca Kamila Lićwinko, con 1.90 m al terzo tentativo.

400 METRI OSTACOLI MASCHILI – Gara ad eliminazione per gli Stati Uniti, con Bershawn Jackson squalificato per falsa partenza e Michael Tinsley, leader di Diamond League, costretto a fermarsi durante la prova. Vince, in 49″43, il portoricano Javier Culson, che supera l’altro rappresentante a stelle e strisce Kerron Clement (49″87) ed il polacco Patryk Dobek (49″89).

5000 METRI MASCHILI – Dominio etiope nella prova più lunga della giornata, con il Paese africano che ha conquistato le prime sei posizioni della classifica. La vittoria non è però andata al più blasonato degli etiopi, ma ad Ibrahim Jeilan, che in 13’03″22 ha stabilito il proprio personal best e beffato nel finale Yomif Kejelcha (13’03″66). Terzo è Muktar Edris (13’05″54), leader della classifica generale.

100 METRI OSTACOLI FEMMINILI – Solito trionfo a stelle e strisce in questa prova: Kendra Harrison (12″66), leader della Diamond League, precede le connazionali Nia Ali (12″85) e Queen Harrison (12″87), mentre la prima delle altre è la bielorussa Alina Talay (12″90).

SALTO TRIPLO MASCHILE – Nuova vittoria per lo statunitense Christian Taylor, che si conferma leader della specialità. Il campione olimpico salta 17.59 metri al terzo tentativo, battendo nettamente i 16.70 metri di Troy Doris (Guyana) ed i 16.52 metri del connazionale Chris Carter.

200 METRI FEMMINILI – La britannica Dina Asher-Smith ha chiuso in 22″72 per aggiudicarsi una prova dai contenuti non eccezionali. Dietro di lei, troviamo la giamaicana Simone Facey (22″81), mentre l’altra rappresentante della Union Jack, Desirée Henry, ha quanto meno realizzato il proprio personal best in 22″88.

TIRO DEL GIAVELLOTTO MASCHILE – Sconfitta per il tedesco Thomas Röhler, leader stagionale del giavellotto. Il tedesco si è infatti fermato ad 85.89 metri, battuto per undici centimetri dall’egiziano Ihab Abdelrahman, vincitore con 86 metri netti ottenuti al terzo tentativo, quando si trovava con le spalle al muro dopo due nulli. Il keniota Julius Yego ha chiuso terzo con 83.09 metri di lunghezza.

100 METRI MASCHILI – Giamaicano naturalizzato turco, Jak Ali Harvey ha vinto una gara modestissima in 10″18. Secondo l’ivoriano Ben Youssef Meïté (10″25), terzo il rappresentante di Antigua & Barbuda, Daniel Bailey (10″31). Solo quinto il britannico

3000 METRI SIEPI FEMMINILI – Nata in Kenya e rappresentante del Bahrein, Ruth Jebet ha firmato una delle migliori prestazioni di giornata, realizzando il record del meeting in 9’08″37. Distanziata la keniota Beatrice Chepkoech (9’22″56), mentre è stata squalificata l’australiana Genevieve Lacaze, che aveva chiuso terza con il proprio personal best. Sul podio sale dunque l’etiope Sofia Assefa (9’27″73).

400 METRI FEMMINILI – Oltre alle due ragazze dell’alto, l’Italia aspettava quest’oggi il giro di pista di Libania Grenot. L’azzurra di origine caraibica ha chiuso infatti terza in 52″62, battuta dalla vincitrice giamaicana Novlene Williams-Mills (52″29) e dalla britannica Anyika Onuora, seconda (52″46).

1500 METRI FEMMINILI – La ventottenne polacca Angelika Cichocka realizza il proprio season best e vince la gara in 4’03″25, staccando nettamente la padrona di casa svedese Meraf Bahta (4’04″37) e l’etiope Gudaf Tsegay (4’04″37).

800 METRI MASCHILI – L’attesissima prova del doppio giro di pista ha premiato il keniota Ferguson Cheruiyot Rotich (1’45″07), che ha battuto il francese Pierre-Ambroise Bosse (1’45″23) ed il polacco Adam Kszczot (1’45″41). Fuori dal podio il più nobile dei rappresentanti del Kenya, David Rudisha, quarto in 1’45″69. Iscritto alla gara C, l’azzurro Ali Laaorubi non ha preso il via della corsa.

LANCIO DEL DISCO MASCHILE – Tra le prove non facenti parte della Diamond League, la maggioranza hanno visto una partecipazione esclusiva di atleti svedesi o di rappresentanti stranieri di livello non più che discreto. Interessante, invece, il disco maschile, con la vittoria del padrone di casa Daniel Ståhl (63.47 metri) davanti al colombiano Mauricio Ortega (61.38 m) ed all’australiano Benn Harradine (60.85 m).

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giulio.chinappi@oasport.it

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