Volley, Qualificazione Olimpiadi 2016 – Italia tritata dall’Olanda: le pagelle. Si salva Del Core, tracollo azzurro: delusione totale

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L’Italia è stata sconfitta dall’Olanda nella quinta partita del torneo preolimpico di Tokyo (clicca qui per la cronaca). Un ko netto e meritato che fa male, dimostrazione che il gap con squadre più forti non è ancora stato ridotto.

Dopo il bel poker dei giorni scorsi si sperava che l’atteggiamento e il gioco mostrati potessero essere sufficienti per stare al passo delle vicecampionessa d’Europa e invece non è bastato. Troppi errori e imprecisioni, l’attacco è mancato al pari della difesa, nei momenti topici sono prevalse le ragazze di Guidetti più abili a gestire le situazioni topiche e soprattutto più dotati a muro, al servizio e in fase di contrattacco.

Abbiamo sofferto il loro strapotere fisico ma soprattutto la nostra squadra è stata molle e incapace di reagire, non riuscendo mai a contrastare le avversarie se non a metà dei primi due parziali. È mancato l’atteggiamento propositivo delle precedenti partite, la difesa è venuta a mancare, l’imprecisione in fase offensiva è venuta a mancare.

Fallito mestamente il test d’efficienza, al primo big match del torneo dopo aver sconfitto la Corea del Sud all’esordio della manifestazione. Il pass per le Olimpiadi è già ipotecato da tempo ma l’ufficialità aritmetica è rinviata a domani: non ci sfuggirà la qualificazione ma in vista di Rio è opportuno farsi degli esami interni.

Di seguito le consuete pagelle delle azzurre. Clicca sulle varie pagine per scoprire voti e giudizi sulle giocatrici scese in campo.

 

CLICCA SU PAGINA 2 PER ANTONELLA DEL CORE

 

2 thoughts on “Volley, Qualificazione Olimpiadi 2016 – Italia tritata dall’Olanda: le pagelle. Si salva Del Core, tracollo azzurro: delusione totale”

  1. Nany74 scrive:

    Non andrò per il sottile e dico chiaramente che, a mio avviso, alle Olimpiadi ci faranno un sedere tanto. Ho già espresso questa mia opinione in altri commenti, ma dopo la partita con l’Olanda non ho proprio più dubbi. La nostra squadra non può sbagliare niente, altrimenti si spengono e diventano come delle statuine. Lo dimostra il fatto che si sono più o meno salvate solo le veterane del gruppo (ad eccezione della solita Picci che quando è entrata per ricevere ha fatto più danni che altro…). Secondo me una buona parte di responsabilità ce l’ha anche Bonitta che ha tolto la Ortolani per mettere la Egonu. L’errore non è maturato tanto per il fatto che poi Paoletta non ha reso come potrebbe (è giovanissima, ci sta…), quanto perché non mi pareva che Serena facesse così schifo. Non aveva uno score da paura, ma i primi due set li abbiamo persi per cavolate nostre dopotutto, non è che stavamo giocando proprio malissimo e l’Olanda ha fatto di tutto per farci rientrare in partita tra errori al servizio e schiacciate fuori. Al massimo, poteva togliere Ortolani e mettere Centoni, senza fare esperimenti. Dall’altra parte della rete non c’era una squadretta da B2, ma le vice campionesse d’Europa: vanno affrontate con un piglio diverso, anche da parte dell’allenatore. Io comprendo che deve rendere conto anche a quelli che gli hanno fatto allenare il Club Italia in A1, ma non puoi far entrare gente che si emoziona solo guardando di là della rete, nel momento in cui ti servono 6 iene in campo!! Anche il cambio della Chirichella con Danesi non l’ho capito molto. Non sono un particolare estimatore di Cristina, ma una volta tanto che non stava giocando male, perché toglierla…stessa cavolata fatta con la Ortolani! Ultima cosa, ma questa è già stata evidenziata in tante altre sedi: non puoi partire con una compagine di ragazzette e sperare nella buona sorte. Il volley non si vince con il solo sedere, ci vuole anche quello, ma per vincere serve tecnica individuale e di squadra, punto e basta. A palleggiare vuoi mettere una ragazza di 17 anni che ogni volta che parte dalla seconda linea arriva 20 minuti dopo il pallone ed azzera ogni difesa che facciamo? Ok, va bene, ma almeno portati dietro una riserva esperta, come fa Blengini con il maschile. Quando vedi che la Orro si spegne, la fai riposare e sai che entra qualcuno che ha visione di gioco, che non ha le mani che tremano, che da tranquillità e sicurezza anche al resto della squadra! Ne abbiamo parlato fino alla noia, ma è una realtà indiscutibile: la nazionale maggiore deve vincere, punto e basta, non ci sono progetti e progettini, devi vincere…..quindi devi portare il meglio che c’è, ma non buttare allo sbaraglio ragazzine di 17 anni che dovrebbero giocare nelle nazionali under. Te ne porterai una o due, ma non puoi avere mezza squadra titolare con gente senza esperienza! Fai solo figure da chiodi così e si è visto. Ad Ankara ci è andata bene perché la Turchia ha un progetto peggio del nostro e siamo passati per il rotto della cuffia, altrimenti manco questo torneo vedevamo! Abbiamo una generazione over 35 di campionesse che oramai non possono fare tutto da sole, una generazione di ragazzine promettenti, ma che senza le giuste tappe di esperienza finiscono per bruciarsi e finire la carriera prima del tempo ed una generazione intermedia (quella buona per la nazionale) senza campionesse indiscusse. Pazienza, nell’attesa dell’esplosione delle giovani, vorrà dire che giocheremo con la nazionale senza campionesse, con una o due ragazzette promettenti, ma almeno giochiamo col meglio che abbiamo, senza spegnersi come abbiamo fatto nel 3° set! A 14 abbiamo perso, roba veramente da Conegliano-Club Italia di campionato….ed ho detto tutto! Coraggio dai, che tanto il pass per Rio è già servito, ma prepariamoci a portare a casa altri fegati ammalati al torneo olimpicio………

    1. ale sandro scrive:

      Al di là delle considerazioni che trovo corrette e che abbiamo discusso spesso, sullo scegliere le giocatrici più opportune per un biennio olimpico, faccio una considerazione. Dieci anni fa criticai non poco “l’ammutinamento” delle azzurre. Beh ,visti i movimenti in questi ultimi due anni comincio a capire i punti di vista di alcune giocatrici dell’epoca e non le biasimo. Una cosa che ieri mi ha lasciato perplesso è stata il vedere chiamare il primo time out sul 20-23 del secondo set e non prima, col successivo sul set point a 20-24. Forse il momento più importante del match si poteva gestire diversamente, a prescindere dal fatto che sarebbe cambiato poco o molto. Anche questo può trasmettere messaggi differenti alle giocatrici.

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