Vincenzo Nibali può ancora vincere il Giro d’Italia?

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La generosità non paga se le gambe non rispondono come si vorrebbe. Vincenzo Nibali ha affrontato il tappone da Alpago a Corvara con la baldanza di chi si sente più forte. Ha messo la squadra a tirare sul Giau, priva di sferrare un’accelerazione sul Passo Valparola. Obiettivo: staccare Alejandro Valverde. Missione compiuta, ma lo Squalo probabilmente aveva individuato l’avversario sbagliato nella corsa alla maglia rosa.

Come già accaduto a Roccaraso, Nibali ha pagato lo scatto arrembante. E’ palese ormai come la condizione del 31enne siciliano non sia quella ottimale. Buona, ma non eccellente, forse non tale da potergli permettere dei fuorigiri. L’attacco dell’italiano ha prodotto vittime, ma non ha messo in difficoltà Esteban Chaves e Steven Kruijswijk: quando il colombiano e l’olandese hanno rilanciato l’azione, il messinese è andato in difficoltà.

I segnali odierni non sono di certo positivi ed il quesito sorge naturale: il capitano dell’Astana può ancora vincere il Giro d’Italia?

Classifica alla mano, nulla è compromesso. Il distacco da Kruijswijk resta contenuto, appena 44″, mentre può gestire 51″ preziosi su Chaves. Lascia ben sperare che Nibali non sia affatto andato alla deriva, anzi. Dopo aver faticato nel finale del Passo Valparola, il siciliano ha proseguito con la propria andatura e, in completa solitudine, ha mantenuto sostanzialmente invariato il distacco dai rivali che, al contrario, si davano cambi regolari. Nibali ha messo una pezza con l’esperienza ad una situazione che avrebbe potuto compromettere la corsa rosa. La condizione c’è, anche se non tale da consentire bruschi cambi di ritmo.

Importante, a questo punto, diventa recuperare le forze per disputare una buona cronoscalata domani all’Alpe di Siusi. Nibali non è il più forte in salita in questo Giro, ma ciò nonostante può ancora vincerlo perché ha dalla sua esperienza, carisma e, soprattutto, la squadra migliore. Storicamente, inoltre, lo Squalo emerge sempre proprio nell’ultima settimana, dove non mancheranno le occasioni (e le salite) per provare eventualmente a far saltare il banco al cospetto di avversari non abituati a contendersi una posta in gioco così elevata. Di certo siamo molto lontani dal Nibali che vinse il Tour del 2014. Ma resta da capire se l’italiano potrà mai tornare ad avere la forma di quei magici giorni francesi.

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federico.militello@oasport.it

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