Tuffi, Europei Londra 2016: Tania Cagnotto cerca il bis da 3 metri. Test per Rio

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La leggenda continua. E continuerà ancora? Lo sapremo questo pomeriggio, dopo la finale dei 3 metri individuali che Tania Cagnotto – è una sottigliezza, ma giova ricordarlo per andare a caccia di un successo “inedito” – non ha mai vinto agli Europei di nuoto. L’oro se l’è preso infatti due volte, nel 2009 a Torino e nel 2015 a Rostock, ma in entrambi i casi si trattava di manifestazioni dedicate esclusivamente ai tuffi. Con la formazione Len, guidata nuovamente dal presidente della Federnuoto Paolo Barelli e schierata in pompa magna in quel di Londra, il trionfo varrebbe, se possibile, ancor di più.

Eliminatoria questa mattina dalle 11 italiane, finale alle 16.30. Con la bolzanina, antipasto di domani, quando invece l’assalto all’oro avverrà con il sincro, ci sarà Francesca Dallapè, iscritta in extremis al posto di una sfortunata Maria Marconi, qualificata alle Olimpiadi nonostante gli acciacchi ma fermata negli ultimi giorni proprio dall’ennesima noia fisica. Dopo l’impresa di mercoledì dal metro – impresa non tanto per il settimo hurrà negli ultimi otto anni nella specialità in cui è anche campionessa del mondo in carica, ma per la rimonta dalla sesta posizione della seconda rotazione al gradino più alto del podio finale – la fuoriclasse azzurra si giocherà la possibilità di ottenere il successo europeo numero 19 di una già mitica e mitologica carriera.

Assente Nadezhda Bazhina che, complice anche un errore di Tania Cagnotto nel doppio e mezzo rovesciato conclusivo, le strappò l’oro due anni fa a Berlino, le rivali principali verso il bis saranno soprattutto la padrona di casa Rebecca Gallantree, la russa Kristina llinykh, le ucraine Olena Fedorova e Anastasiia Nedobiga e la tedesca Tina Punzel, un’altra tra le poche che hanno battuto l’azzurra negli ultimi anni. Ma se l’altoatesina dovesse fare la “sua” gara, navigando su punteggi proibiti alle più, difficilmente ci sarebbe partita. A fine aprile, nell’ultima tappa delle World Series di Kazan, la medaglia d’argento a quota 362.20 valse infatti alla regina italiana il miglior risultato in termini numerici della carriera, pareggiando quello, amaro perché di legno, delle Olimpiadi 2012.

Dalle Olimpiadi alle Olimpiadi, dunque. Perché siamo nel 2016 ed è impossibile non arrivare con la mente già là, a Rio, dove ad agosto Tania Cagnotto potrebbe vivere l’ultimo e allo stesso tempo più emozionante ballo della carriera. La forma mostrata in Russia lascia ben sperare nel confronto diretto con una Jennifer Abel che, comunque, fa paura anche grazie a quattro decimi in più di coefficiente. Quello di Londra sarà un altro test fondamentale sulla strada verso il Brasile. Poi i mesi più caldi, giugno e luglio (con l’immancabile Grand Prix di casa, a Bolzano), e infine i Giochi.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Fina/DeepBlueMedia

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