Tennis, Roland Garros 2016: il tabù Parigi per Djokovic, la doppia cifra di Nadal e la prima volta di Murray

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Il dominatore del tennis maschile è sicuramente Novak Djokovic, ma c’è un torneo nel quale il serbo non è ancora riuscito a mettere la sua firma ed è il Roland Garros. Sta diventando una maledizione quella di Parigi per il numero uno del mondo, che ha perso tre finali giocate a Parigi (le ultime due consecutive), mettendo fine in questo modo all’obiettivo Grande Slam.

Anche in questa edizione Djokovic si presenta da grande favorito e uomo da battere, ma arriva forse con meno certezze rispetto agli scorsi anni, anche perchè nel 2016 ha vinto solo uno dei tre Masters 1000 giocati sulla terra rossa europea (Madrid), venendo eliminato subito a Montecarlo e perdendo la finale agli Internazionali d’Italia.

Proprio a Roma si è visto come il tabellone sia stata una componente molto importante nella sconfitta di Nole, arrivato all’ultimo atto al Foro Italico con le energie davvero al minimo dopo le straordinarie battaglie con Rafa Nadal e Kei Nishikori. Lo spagnolo, anche a Parigi, rappresenta un grande spauracchio e una mina vagante nel percorso che porta alla finale per le principali teste di serie. Infatti non essendo tra i migliori quattro del seeding Rafa potrebbe incrociare già ai quarti di finale uno tra Djokovic e Murray e verrebbe fuori un quarto di finale davvero straordinario. Un match con il serbo che si è giocato anche lo scorso anno sempre ai quarti, ma non era il Nadal attuale e Nole vinse facile in tre set. Da Montecarlo a Roma si sono rivisti sprazzi di quel giocatore capace di dominare a Parigi e che va alla caccia di uno storico decimo successo al Roland Garros. Una vittoria che gli permetterebbe di entrare nella leggenda dello sport, visto che mai nessun tennista è riuscito a raggiungere la doppia cifra nei successi di un torneo dello Slam.

A Roma si pensava ad un duello Djokovic/Nadal, ma “tra i due litiganti, il terzo gode” e dunque a prendersi il titolo al Foro Italico è stato Andy Murray. Primo successo della carriera agli Internazionali d’Italia per il britannico, che conferma di essere ormai diventato anche un giocatore da terra rossa e di poter essere competitivo anche su una superficie che in passato non aveva mai amato.

Andy a Parigi non ha mai fatto finale e addirittura un tennista britannico non vince il Roland Garros dal 1935 con Fred Perry. Un incredibile periodo senza vittorie e al quale il numero due del mondo potrebbe anche mettere la parola fine, soprattutto in caso di tabellone favore come accaduto a Roma la scorsa settimana.

Nel lotto dei favoriti, però, va obbligatoriamente inserito anche il campione in carica, Stan Wawrinka, capace lo scorso anno di un exploit sensazionale sulla terra rossa parigina. La finale con Djokovic è stata probabilmente la partita più bella della carriera per il numero quattro del mondo, che comunque parte con meno pressione rispetto ai tre sopra citati e con meno fari puntati addosso nonostante sia lui a detenere il titolo. Restando sempre Svizzera desta molti dubbi la condizione di Roger Federer: il campione di Basilea si sta allenando al Roland Garros e quindi dovrebbero essere escluse le voci di un forfait al torneo parigino, ma certamente il numero tre del mondo non può considerarsi un vero favorito per la vittoria finale.

Discorso diverso va fatto per Kei Nishikori: il giapponese ormai è da considerarsi a livello dei big del circuito e sia a Madrid che a Roma ha sfiorato il successo in semifinale contro Novak Djokovic. A Nishikori manca davvero un ultimo piccolissimo step per fare il definitivo salto di qualità e non c’è forse occasione migliore del Roland Garros per farlo.

 

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andrea.ziglio@oasport.it

foto da pagina FB di Novak Djokovic

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