Tania Cagnotto: 3 ori e 1 argento che sanno di perfezione

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3 ori e 1 argento. Lo scriviamo così, in barba a tutte le principali norme di scrittura giornalistica, affinché risaltino bene due numeri, il 3 e l’1, appunto. 31 come gli anni che oggi Tania Cagnotto compie, festeggiati agli Europei di Londra con il successo continentale numero 20 (su 29 medaglie totali) grazie al gradino più alto del podio nel sincro dal trampolino con Francesca Dallapè. Per la coppia azzurra, imbattuta da quanto salta insieme, si tratta dell’ennesimo record: otto gioie consecutive da Torino 2009 in poi.

Bravissima la trentina, che lo scorsa estate, sfumato prima il pass olimpico con l’amica di sempre (poi preso attraverso la Coppa del Mondo) e poi quello individuale (che invece è finito a Maria Marconi, attualmente frenata da un infortunio), aveva addirittura paventato ipotesi di ritiro. “Minacce” dettata dalla delusione e subito rientrate, ovviamente, ma che sottolineano per l’ennesima volta come non ci sia davvero nulla di scontato nella gloriosa carriera delle due fuoriclasse azzurre. Che adesso, forti di un bronzo e tre argenti alle World Series sempre davanti a Canada e Australia, andranno “all in” a Rio 2016 per vendicare le lacrime di Londra 2012.

Spaziale la bolzanina, il cui Europeo sa di perfezione. Certo: quattro ori su altrettante iscrizioni gara avrebbero rappresentato un record assoluto, perché la tripletta era già riuscita a Tania sia a Torino 2009 che a Rostock 2015 e ugualmente avevano fatto pure il russo Dmitrij Sautin (Helsinki 2000) e il tedesco Patrick Hausding (Berlino 2014). Ma l’argento nel sincro misto da 3 metri con Maicol Verzotto, vinto a mezz’ora di distanza dall’incredibile rimonta dal metro – dopo due tuffi, con un errore, era sesta in classifica – può essere considerato quasi come un successo, almeno a livello morale. E infatti tale è stato accolto dalla coppia che è anche bronzo mondiale in carica nell’innovativa disciplina dei tuffi.

Londra, da ora in poi, farà rima con trionfo e non più con pianto. Un altro feudo è stato conquistato e sull’Acquatics Center sventola metaforicamente il tricolore. Probabile adesso un breve periodo di relax, con scarico annesso, prima di ricominciare quelli che potrebbero essere gli ultimi allenamenti della carriera. Giugno e luglio di sacrificio verso le Olimpiadi, con il Grand Prix di casa da onorare per testarsi ulteriormente. Infine il Brasile, dove la perfezione sarebbe (almeno) un bronzo.

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia

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