Nuoto sincronizzato, Minisini: “Budapest il vero traguardo. Italia, il sacrificio è la tua forza”

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Tornato da Londra, Giorgio Minisini è stato travolto dagli impegni. Sportivi ed istituzionali, perché ormai è un personaggio a tutto tondo ed è deciso di fare del nuoto sincronizzato la sua vita. E ci sta riuscendo, premiato per giunta da due bronzi mondiali e due argenti europei nel duo misto.

La sua crescita non si arresta, nonostante l’anno dell’Italia sia stato fortemente condizionato dalla preparazione per il pass olimpico (raggiunto) con la squadra di cui ovviamente non fa parte. Il romano e Manila Flamini e Mariangela Perrupato, le sue due compagne, si sono infatti allenati poco insieme in stagione, ma hanno comunque raccolto soddisfazioni all’Aquatics Center. “Personalmente sono contento di come è andata – racconta Minisini a OA Sport -, sarebbe stato difficile fare di più con solo un mese di lavoro, i nostri avversari possono dedicare tutto l’anno al duo misto, quindi lo svantaggio iniziale era evidente. Avrei voluto ottenere un punteggio più alto, più vicino alla coppia Russia, ma sapevamo che sarebbe stato difficile ribaltare le classifiche del Mondiale“.

Il duo misto diventerà presto specialità olimpica? Se ne parla, se ne parla eccome. Manila Flamini, capitano azzurro dal lontano (sportivamente parlando) 2009, ha dichiarato proprio settimana scorsa di essere pronta ad allungare ulteriormente la propria carriera fino a Tokyo 2020 in caso di apertura del Cio per gli uomini ai Giochi. Tuttavia, il sincronetto italiano è più realista: “Le Olimpiadi di Tokyo sono un’incognita ancora troppo lontana e a nostro sfavore per programmare tutto quanto per quella data“. E quindi? All in, o quasi, sui Mondiali di Budapest del 2017: “La preparazione che sto facendo è finalizzata a Budapest, è quello il mio obiettivo ultimo“. La prossima estate, comunque, Minisini avrà solo 21 anni e potrà godersi la longevità della propria carriera senza affanni.

Forte di nove medaglie in altrettante finali, l’Italia è salita alla ribalta agli Europei di Londra raccogliendo, finalmente, i frutti di un grande lavoro di squadra. L’azzurro rincara la dose, dimostrandosi una volta di più leader carismatico di un gruppo che, “sbloccatosi” con i bronzi di Kazan, ha vissuto finora un 2016 perfetto. “Il segreto della squadra è la voglia di sacrificio – rivela -. È la cosa che più accomuna le ragazze e la cosa che di più mi hanno trasmesso. Credo che nessun’altra squadra sarebbe stata disposta a fare i sacrifici che abbiamo fatto noi, e la loro qualifica è la giusta ricompensa per questo“. Si è già omaggiata una Nazionale cosmopolita e le parole di Minisini lo confermano: “Avere uno staff con cosi tanti occhi e punti di vista diversi aiuta tantissimo, e anche l’aiuto di Stephan Miermont (coreografo americano, ndri buoni rapporti con le squadre cinesi e americane hanno favorito il nostro lavoro”.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia

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