Nuoto, Europei Londra 2016: una giornata da Italia! Dotto sogna, Detti sfida Paltrinieri

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Una giornata da Italia. Sulla carta, stasera ci divertiremo. Dimentichiamo l’amarezza di ieri, con il quinto posto della 4×200 femminile che ha oscurato la splendida e inattesa medaglia di Luca Pizzini nei 200 rana, e focalizziamoci sul futuro. Quello certo: Federica Pellegrini farà o no i 200 sl individuali in programma stamattina con le batterie? Non l’ha voluto rivelare ieri sera, aspettiamo il colpo di teatro. Altro non si può dire, perché nessuno lo sa. Nel caso, appuntamento a domani prima dell’eventuale finale per il quarto oro consecutivo nella specialità.

Fatti, non parole, diceva una pubblicità. I fatti sono Luca Dotto primo in semifinale nei 100 sl con un’apparente facilità che lo proietta alla finale di stasera come favorito, non solo per la corsia ma anche per le sensazioni in acqua. E’ tranquillo, il veneto, tranquillo e rilassato con la consapevolezza di non essere più al top come gli Assoluti. Intanto nuota 48”3 e lascia i rivali a tre decimi. La gara regina può incoronarlo definitivo erede di Filippo Magnini: non più solo con il record italiano, ma anche con i titoli internazionali. Un po’ in ritardo rispetto alla tabella di marcia prestabilita, Dotto sta diventando una certezza anche in chiave olimpica. Si allena senza pressioni e quando conta non sbaglia la gara. Oggi l’esame più importante: come se la caverà?

I fatti sono anche Gregorio Paltrinieri primo e Gabriele Detti secondo nella batteria degli 800 sl. Senza spingere, ovviamente. Perché il mezzofondo parla italiano già da due anni e i gemelli diversi azzurri andranno a caccia della seconda doppietta consecutiva dopo quella dei 1500 che hanno donato a Greg il secondo miglior tempo all time. L’emiliano è stanco ma ha ancora voglia di dimostrare il proprio valore, seppur in una specialità non olimpica, il toscano probabilmente lo è di più, avendo vinto anche i 400 nel giorno d’esordio, ma capta la sfida con il compagno e la accetta. Più che una finale potrebbe essere un divertimento: a chi il secondo oro degli Europei? Festeggerà uno solo.

Infine, i fatti sono anche i tempi che hanno incoronato Ilaria Bianchi quale volto principe del delfino in rosa. Proprio a Londra 2012, in un’Olimpiade negativa per l’Italia, fu quinta in 57”27, record nazionale tutt’ora imbattuto. Negli anni pari Iaia vola – sempre quattro anni fa, in corta, fu oro mondiale; a Berlino 2014 si prese il bronzo europeo; ad aprile si è qualificata per i suoi terzi Giochi della carriera – mentre è in quelli dispari che fa fatica. Il 2016 è una doppia cabala fortunata: anno pari e Aquatics Center. Il primo risultato dell’accoppiamento magico ha portato all’emiliana un notevole 57”47 in semifinale. Vale il secondo bronzo consecutivo, senza se e senza ma, dietro a Sarah Sjoestroem e Jeanette Ottesen. Sarà anche la sua giornata, tra Greg il cannibale e la paronomasia emergente Detti-Dotto. Lo dicono i fatti.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Luca Dotto

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