Nuoto: chi è Luca Pizzini? Storia e palmarès del bronzo nei 200 rana

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Ha firmato una delle medaglie più inattese degli Europei di Londra e della storia recente del nuoto italiano. Luca Pizzini, terzo nei 200 rana, ha riportato l’Italia sul podio della specialità che a Sydney 2000 regalò la leggendaria doppietta oro e bronzo con Domenico Fioravanti e Davide Rummolo dieci anni dopo l’argento di Paolo Bossini a Budapest 2006.

Classe 1989, in Inghilterra per centrare il pass olimpico (che, paradossalmente, è rimasto distante tre decimi), Pizzini si è presentato davanti alle telecamere di RaiSport con fare impacciato, poco abituato alla notorietà e sicuramente sorpreso per l’impresa raggiunta. “Non ho parole. Il bronzo mi ripaga dei tanti sforzi compiuti, non me l’aspettavo proprio – ha detto emozionato -. Vale come un oro per me. Al centro federale lavoriamo tanto sulla qualità, sui dettagli, facciamo grandi sacrifici. La mia vita è casa e piscina. Ho disputato una gara intelligente“.

Pizzini è nato a Verona e si allena al centro federale guidato da Tamás Gyertyánffy insieme a Fabio Scozzoli, la cui rana stenta invece a ripartire dopo il brutto infortunio del settembre 2013. Ha vinto tanto da giovane, ma con il passaggio a senior non è riuscito a confermarsi grande, eccezion fatta per il bronzo, sempre nei 200 rana, ottenuto alle Universiadi di Kazan nel 2013.

Tra i principali successi juniores si segnalano la tripletta agli Eyof 2005 (100, 200 rana e 4×100 mista), due bronzi europei consecutivi nelle quattro vasche tra il 2006 e il 2007 e, soprattutto, l’argento mondiale nei 200 conquistato proprio nell’anno in cui Bossini si prendeva la piazza d’onore tra i grandi (in virtù della squalifica di Loris Facci). Poi pochissimi squilli, anche se la Nazionale se l’è presa a Roma 2009 perdendola solo nel biennio 2011-2012.

Già a Berlino, due anni fa, Luca Pizzini centrò la finale: chiuse sesto, ma soddisfatto. 15° a Kazan, primo agli Assoluti di Riccione in 2’10”62 davanti a un Flavio Bizzarri convincente in inverno ma lontano dal top in primavera e, da ieri sera, bronzo europeo in vasca lunga in 2’10”39 dietro al britannico Ross Murdoch e a una leggenda come il tedesco Marco Koch. Ufficialmente non è ancora a Rio, ma il suo ripescaggio è pressoché certo. Non vincerà la medaglia e probabilmente dovrà lottare per entrare tra i migliori otto. Ma la sua storia da underdog, anche se dovesse finire subito, fa comunque bene all’Italia.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia


 

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