Motomondiale 2016, MotoGP: il “nuovo” Marc Marquez spaventa Valentino Rossi e Jorge Lorenzo

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Marc Marquez è cresciuto, Marc Marquez è cambiato. No, non stiamo alludendo a semplici carte d’identità o look, ma ad una “mutazione agonistica” (si è sempre a rischio smentita immediata, ovviamente…) che, in questo inizio di stagione 2016, sta certificando sulla base di prestazioni, atteggiamenti e – soprattutto – punti l’affermazione di un Cabroçito 2.0.

Con 82 punti e quattro podi in quattro gare, due dei quali sul gradino più alto, il più giovane Campione del Mondo nella storia della classe regina ha fin qui imposto il suo ritmo alla resto della compagnia di MotoGP. In occasione della vittoria di Austin, Marc è stato mostruoso, ha fatto il vuoto dalle libere del venerdì alla bandiera a scacchi della gara; nell’ultima uscita di Jerez de la Frontera, invece, s’è tenuto ben stretti i 16 punti iridati, evitando di tirare troppo la corda rappresentata da uno pneumatico che non garantiva più la “stabilità assoluta” e tagliando tranquillamente il traguardo alle spalle di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

Una dimostrazione di grande maturità nell’interpretare la gara e nell’affrontare i problemi legati alle gomme, le quali restano uno dei fattori principali nell’indirizzare l’esito dei GP (probabilmente quest’anno ancor più del solito…). Nel complesso dei primi quattro appuntamenti iridati del 2016, il talento di Cervera è sembrato il più completo, veloce e costante. Consistente come mai prima, meno istintivo, più maturo e calcolatore, Marc non ha stravolto il suo stile di guida, attenzione: non sono mica spariti del tutto derapate, traversi, infilate perentorie, ecc…

Tuttavia, è parso fin qui evidente (ripetiamo, fino ad eventuale smentita) che il pilota dell’HRC non è più il caballo loco che affrontava ogni sorpasso come se fosse l’ultimo possibile e vedeva nelle curve solo dei rettilinei da prendere “in piega”… Inoltre, aspetto non meno importante, Marquez sembra cambiato anche nell’approccio generale all’agonismo ed ai rapporti interpersonali: simpatie, antipatie, asti sì, ok, ma una volta in pista la concentrazione dev’essere tutta e solamente per la gara. Insomma, strategia e razionalità battono improvvisazione ed impulsività.

Infine è doveroso altresì ricordare che, durante tutta la preseason, la Honda era parsa in grande difficoltà, con standard prestazionali parecchio distanti da Yamaha e, addirittura, Suzuki; bene, nel paddock tutti captavano che il giovane rider spagnolo stava facendo comunque la differenza, spingendo l’acerba RC213V davvero oltre i suoi limiti. Una volta iniziato il Mondiale poi, la comparazione dei risultati Marquez-Pedrosa ha immediatamente confermato ogni sensazione…

L’ormai prossimo alla pensione vice-presidente esecutivo dell’HRC, Shuhei Nakamoto, ha quindi un’ulteriore missione da compiere, oltre a riportare la Casa dell’Ala alla conquista del Mondiale: rinnovare al più presto il contratto di Marc Marquez. Attualmente, il 93 iberico guadagna circa 7 milioni di euro a stagione, molto meno rispetto ai 12 milioni che il connazionale Lorenzo andrà ad incamerare in Ducati…

Ha appena 23 anni, due titoli MotoGP già conquistati (quattro in totale), è in testa al Campionato in corso, è cresciuto, cambiato: il “nuovo” Marc Marquez spaventa sul serio Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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