MotoGP: Lorenzo detta legge ma Valentino Rossi c’è. Honda in difficoltà, manca un riferimento forte in Ducati

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Dopo 5 round disputati la classifica parla chiaro: Jorge Lorenzo e Valentino Rossi sono nella top 3 della classifica col maiorchino vetta alla graduatoria a quota 90 punti e il 9 volte campione del mondo terzo con 78 punti. Nel panino della moto di Iwata un Marc Marquez (secondo con 85 punti) che a Le Mans è incappato nella prima caduta stagionale costatagli la leadership. Il Cabronçito, al momento, deve fare i conti con una Honda, alla prova dei fatti, non all’altezza del prototipo dei tre diapason specie in tracciati come quello transalpino. Possiamo dire tranquillamente che è stato Marquez a fare la differenza, nei GP attualmente disputati, guardando anche le prestazioni di Dani Pedrosa, attualmente in quarta piazza con 53 punti.

In un quadro del genere, Lorenzo appare quello che ha maggiori possibilità per il successo finale sia perchè può contare su un mezzo altamente competitivo e sia per il feeling mostrato in sella alla sua M1. In Francia, come la storia insegna, lo spagnolo ha un suo feudo (5 vittorie in territorio francese) e la superiorità della gara disputata mette in luce una discriminante che potrebbe rivelarsi decisivo nel conseguimento dell’iride. Un passo eccezionale quello di Jorge, sempre sul 1’33”, che ha fiaccato la resistenza delle Ducati e reso vano il recupero del teammate Rossi, arrivato in seconda posizione e gravato di un distacco sensibile (10″654). Tuttavia, il pilota di Tavullia, distante 12 lunghezza dal suo compagno di squadra, ha dimostrato di esserci, come la vittoria di Jerez certifica, e chissà se nel tanto atteso weekend del Mugello, programmato tra due settimane e dove il “dottore” vanta 7 vittorie (seppur l’ultima datata 2008), saprà assaporare il dolce gusto dei successo. Una risposta, di certo, Valentino la dovrà dare al suo rivale, forte anche della conferma in Yamaha e di un progetto che andrà avanti un altro biennio.

Venendo alla Ducati, la moto di Borgo Panigale in Francia ha messo in luce un’ottima velocità, essendo alle spalle di Lorenzo per diversi giri. Tuttavia le cadute di Andrea Iannone ed Andrea Dovizioso hanno vanificato un altro podio che, in un certo senso, danno luogo alle solite considerazioni: la Rossa ha bisogno di un pilota sappia fare la differenza. Ora, al di là delle sfortune dei due centauri, soprattutto Dovizioso, è palpabile che nel team manca un top rider, specie nei momenti topici delle gare e l’ingaggio di Lorenzo per il 2017 conferma ciò.

A chiosa, un aspetto importante che a Le Mans si è nuovamente presentato è la problematica delle gomme Michelin. Nonostante il costruttore francese abbia portato una nuova mescola, questa sembra presentare sempre grossi limiti e lo spropositato numero di cadute della domenica di corsa rafforza quest’idea. In regime di monogomma, la responsabilità dell’azienda transalpina è cruciale in un’ottica di sicurezza e prestazione e, spiace dirlo, una categoria all’avanguardia non può accettare disagi di questo genere.

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