McEvoy, Adrian… e poi? Rebus 100 stile libero a Rio: provaci, Dotto!

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La gara regina è senza padrone. A Kazan, Mondiali 2015, vinse quasi nell’indifferenza generale il cinese Ning Zetao, 23enne con un passato già macchiato dal doping. Non c’era il bicampione delle ultime due edizioni, l’australiano James Magnussen cui l’infortunio alla spalla ha compromesso anche il cammino verso Rio, e non riuscì a esaltarsi lo statunitense Nathan Adrian, oro a Londra 2012. Grande deluso, invece, Cameron McEvoy, favorito ma solo argento. Bronzo fu, addirittura, l’argentino Federico Grabich, assoluta novità per il nuoto internazionale.

Ma la gara regina, almeno a livello europeo, parla da oggi italiano. E’ successo tutto velocemente per Luca Dotto, uno che in nazionale c’è da anni, sempre, però, tra troppi alti e bassi. L’argento nei 50 sl a Shanghai 2011, da stasera, non è più solo. Ma ha, anzi, uno splendido compagno: l’oro nei 100 di Londra, una gara perfetta da 48”25 con – sulla carta – ulteriore margine di crescita. Sta bene, il veneto, sta bene da dicembre e l’ha ribadito per tutta la prima parte di stagione, mese dopo mese. Agli Assoluti è sceso per la prima volta in Italia sotto il muro dei 48” (47”96, seconda miglior prestazione mondiale stagionale) e all’Aquatics Center si è stra confermato, partendo dal 48”03 per aprire la 4×100 sl argento nella giornata d’esordio fino ad arrivare al già citato tempo del sigillo individuale.

Luca Dotto può vincere le Olimpiadi? Domanda secca a cui la risposta ‘no’ prevale ancora sul ‘sì’: dura sbilanciarsi con un McEvoy da 47”04 (!) a inizio aprile e con un Adrian che, zitto zitto, sta fiutando la possibile doppietta. Perché la storia insegna: quando si parla di cinque cerchi, spesso chi è andato forte prima (Sullivan nel 2008, Magnussen nel 2012, entrambi australiani) si arena in favore di statunitensi, macchine da Giochi. Adrian sta bene e sarà difficile batterlo.

Tuttavia il russo Vladimir Morozov ha toppato i Mondiali di casa e sembra involuto. Ning Zetao si è misteriosamente ammalato dopo le batterie dei Trials. Il brasiliano Cesar Cielo ha vissuto lo psicodramma di alzare bandiera bianca – lui, primatista della specialità in 46”91 gommato da Roma 2009 – mancando il pass per le Olimpiadi di casa. Il gigante francese Florent Manaudou non ci sarà, e il connazionale Jérémy Stravius che ha dominato in patria a Londra si è nascosto, quarto in 48”53. Altri fenomeni non si vedono, pur senza dimenticare l’australiano Kyle Chalmers che di anni ne ha solo 17 e le due rivelazioni dello scorso anno, il canadese Santo Condorelli e l’argentino Grabich, appunto.

Per Luca Dotto la possibilità di un podio è più viva che mai. Certo dovrà scendere almeno di due decimi dal 47”96 di Riccione. Ma è tranquillo e concentrato. Ha dimostrato di saper convivere con la pressione del favorito e non ha fallito. Adesso anche l’Italia ha il suo jet. E Claudio Rossetto, tecnico dell’azzurro, due titoli di un certo spessore nella gara regina li ha già vinti tra il 2005 e il 2007 con un Filippo Magnini…

La top ten mondiale stagionale:

1 Cameron McEvoy Australia 47”04
2 Luca Dotto Italia 47”96
2 Ning Zetao Cina 47”96
4 Jérémy Stravius Francia 47”97
5 Nathan Adrian Usa 48”00
5 Florent Manaudou Francia 48”00*
7 Clement Mignon Francia 48”01
8 Kyle Chalmers Australia 48”03
9 Vladimir Morozov Russia 48”09
9 Santo Condorelli Canada 48”09

*non qualificato per Rio 2016

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Pasquale Mesiano/comunicato stampa Nuotatori Milanesi

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