Lo “scherzetto” di Sabbioni: ora c’è il giusto mix verso Rio

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Simone Sabbioni non vincerà la medaglia olimpica nei 100 dorso a Rio 2016. Tuttavia il romagnolo, classe 1996, vivrà i Giochi di agosto come una tappa fondamentale per la propria carriera, lanciata – secondo molti pareri – verso un grande splendore. Oggi, agli Europei di Londra, ha conquistato il suo primo podio internazionale senior in vasca lunga, un bronzetto ex aequo nei 100 dorso che non l’ha soddisfatto e non ha soddisfatto nemmeno alcuni appassionati. Eppure l’azzurro, dopo essersi sfogato, ha trovato parlando con RaiSport la corretta dimensione per questa “strana” medaglia.

Questo terzo posto è bellissimo, mi tengo il terzo posto per la medaglia e l’incavolatura per la prestazione. Questa gara sono sicuro mi aiuterà a crescere“, ha riassunto splendidamente. Come dargli torto? Un bronzo europeo, il primo della storia italiana nella specialità in una gara per giunta dominata da un fuoriclasse come il francese Camille Lacourt, non è affatto da buttare. Dopo le gioie di Netanya si è confermato tra i big anche nel secondo appuntamento principale della stagione dopo Rio 2016. Il crono di 54”19, dall’altra parte, non può emozionare: Simone Sabbioni vanta un personale di 53”43 che è anche record italiano. Con una simile prestazione avrebbe addirittura vinto l’oro. La sua peculiarità, il miglioramento costante ogni volta che scende in vasca, si è inevitabilmente inceppata.

È curioso, poi, come a conti fatti l’evoluzione della stagione del romagnolo si stia rivelando conforme agli standard tradizionali e, al contrario, diversa da quanto annunciato a febbraio durante la trasmissione televisiva Victory dal suo allenatore Luca Corsetti. Secondo i piani iniziali – che a questo punto non si capisce se siano stati stravolti casualmente o rivisti in corso d’opera – Sabbioni avrebbe dovuto infatti vivere gli Assoluti come fase intermedia verso gli Europei, cercando prima il solo pass di qualificazione continentale e poi, a Londra, la doppietta podio-biglietto per Rio. Invece è avvenuto l’esatto opposto, con un peggioramento di oltre sette decimi tra un appuntamento e l’altro. Ciò che conta, comunque, sono gli obiettivi raggiunti: medaglia e Olimpiadi.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi? Non un podio a Rio, come detto. Magari una finale, sfumata l’anno scorso ai Mondiali di Kazan. Ormai Sabbioni ha la giusta maturità per non accusare la tensione e, seppur all’esordio a cinque cerchi, dovrà sfoderare tutto il proprio talento alla caccia, questa volta sì, dell’ennesimo primato nazionale. In più è una carta imprescindibile per la staffetta mista. I 100 dorso di Londra, dunque, saranno archiviati alla voce “esperienza”. I bilanci sono solo all’inizio.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

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