Linda Cerruti, un bronzo che parte dalla Liguria e parla un po’ russo

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Finalmente Linda. Il bronzo nel solo libero agli Europei di Londra – il primo della sua carriera individuale assoluta, il ritorno dell’Italia di nuoto sincronizzato sul podio del singolo a otto anni di distanza da Beatrice Adelizzi nel 2008 – è una medaglia che vale tanto. Perché oggi, oltre alle inarrivabili (ancora per un po’, ma mai dire mai) Russia e Ucraina, c’era anche la Spagna. Che è rimasta dietro, quarta come accadde proprio all’azzurra due anni fa a Berlino, nonostante una penalità per la savonese a causa del ritardo nella camminata di partenza. Un’ingenuità che sarebbe potuta costare cara. Ma ormai il divario tra Bel Paese e iberiche è tale da potersi permettere anche un punto in meno.

Il bronzo di Linda Cerruti, classe 1993 e qualificata a Rio 2016 sia nel duo – a proposito: da domani si riprende la caccia alle medaglie anche con la fedele compagna di coppia, Costanza Ferro – che con la squadra, è il coronamento di un viaggio lungo e tortuoso, un viaggio iniziato in Liguria – e dove, se non nella patria del nuoto sincronizzato italiano? – e in cui si parla molto anche russo. A Gana Maximova, coreografa della nazionale, è stato infatti rivolto il primo ringraziamento dell’azzurra ai microfoni di RaiSport subito dopo la medaglia. Ci sarebbe da raccontare l’ottimo lavoro che la ct Patrizia Giallombardo sta guidando grazie a uno staff affiatato ed efficace in un mondo in cui ormai regna l’accentramento dei poteri e – promettiamo – lo faremo una volta finiti gli Europei.

Ma oggi la copertina è tutta per Linda, che adesso nuota per la Rari Nantes Savona (e per la Marina Militare), nella piscina della provincia ligure in cui il nostro programma televisivo Victory si è “trasferito” di recente per conoscere al meglio due atlete – l’altra è, appunto, Costanza Ferro – che dimostrano una maturità che coincide poco con la spensieratezza dei 22 anni. Si vede che è da tanto che lavorano per raggiungere i loro obiettivi. E adesso le soddisfazioni stanno arrivando. Linda è una maniaca dei dettagli, scriveva oggi Giulia Zonca su La Stampa. Linda “ha imparato a convivere con il sacrificio rinunciando alle uscite serali, alle distrazioni adolescenziali e alle vacanze“, diceva Mediaset quando nel 2013 la seguiva con il docu-reality Vite in apnea su La5. Linda è cresciuta a Loano, nella piccola società Doria Nuoto, e si è subito innamorata di questo sport tanto faticoso quanto elegante.

Linda teme gli elementi (gli esercizi “obbligatori” del nuoto sincronizzato) e ha seguito un corso di teatro con Enrico Zaccheo per ottimizzare la sua mimica facciale. Linda, con tutta la Nazionale italiana, “studia” anche apnea con Alessandro Vergendo. Linda si mette la colla di pesce in testa quando nuota e poi ci vogliono ore, tanto balsamo e acqua bollente per tirarla via. Linda studia la Russia per migliorarsi gara dopo gara. Linda ieri sera ha cambiato leggermente esercizio per sorprendere ulteriormente la Spagna. Linda oggi è sul podio europeo. 

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia

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