Judo: con Elio Verde si chiude un’altra pagina di storia azzurra

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Con il Grand Prix di Astana 2016 si è conclusa la carriera agonistica di due dei migliori judoka italiani dell’ultimo decennio. Del primo, Antonio Ciano, abbiamo parlato qualche giorno fa (clicca qui per leggere), mentre oggi vogliamo dedicare qualche parola ad Elio Verde.

Ventottenne campano, Elio Verde ha costruito gran parte dei suoi successi nella categoria 60 kg. In particolare, nel 2009 ottenne il bronzo mondiale, mentre nel 2010 e nel 2011 fu terzo agli Europei, restando di fatto l’ultimo medagliato nella competizione continentale fino a quest’anno, ed essendo tutt’ora l’ultimo azzurro ad essere salito sul podio iridato. Di lui si ricorda anche la medaglia olimpica sfiorata nel 2012 a Londra, dove fu quinto, mentre sul circuito mondiale vanta quattro vittorie e podi prestigiosi come i due argenti del Grand Slam di Rio de Janiero (2010 e 2011) ed il bronzo del Grand Slam di Mosca (2010). Passato alla categoria 66 kg dopo le Olimpiadi, il quattro volte campione italiano assoluto ha inizialmente faticato a ritrovarsi, ma ha poi raggiungo il settimo posto ai Mondiali 2015 ed il terzo al Grand Prix de L’Avana di quest’anno, per quella che resterà la sua ultima medaglia internazionale.

Sfumata la possibilità di qualificarsi a Rio 2016 fra i 66 kg, Verde è stato fino all’ultimo un judoka esemplare grazie al suo gesto nei confronti del compagno-rivale Fabio Basile, a segnare un vero e proprio passaggio di consegne tra i due atleti, mentre Elios Manzi ha raccolto l’eredità dello stesso Verde tra i 60 kg.


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Immagine: EJU

giulio.chinappi@oasport.it

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