Internazionali d’Italia Roma 2016: il tributo a Flavia Pennetta nel disastro italiano

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Mentre stiamo scrivendo è probabilmente in corso al “Nicola Pietrangeli” , in occasione degli Internazionali di Italia 2016, un doveroso tributo a Flavia Pennetta, vincitrice degli Us Open 2015 e ritiratasi dall’agonismo nella stagione passata. Una luce abbagliante fu il Grande Slam americano e sembra essere passato quasi un secolo. Rivedere il volto di Flavia fa venire in mente ancora quelle emozioni di quella finale tutta italiana con Roberta Vinci che ha fatto la storia. Momenti scolpiti nella pietra ma che, guardando le condizioni in cui versa il tennis azzurro, fanno venire tanta saudade come direbbero i brasiliani.

Lo sport con racchetta e pallina, nella grande vetrina del Foro Italico, pare afflitto da una sindrome di mediocrità senza eguali. Un autentico stillicidio, quello cui stiamo assistendo, nel quale incontro dopo incontro i nostri rappresentanti saltano per aria  e, in taluni casi, senza lasciare traccia. Ma cosa sta succedendo? Il tennis è diventato improvvisamente una disciplina distante dai nostri canoni? Certo che no. E’ solo il frutto di un processo scarsamente produttivo da parte della FIT che, tra l’altro, si è guardata bene anche dall’organizzare una festa d’addio alla Pennetta, confidando ancora in un rientro della tennista pugliese. Una speranza per Rio 2016, candidamente ammessa anche dal Presidente del Coni Giovanni Malagò, che però sa di ripiego nel tentativo di coprire qualche buco ma le manchevolezze del movimento italico sono ormai paragonabili ad una groviera e neanche un improbabile ritorno di Flavia potrebbe nasconderlo.

Nel day 2 dobbiamo annotare le sconfitte di: Claudia Giovine, del doppio Andreas Seppi-Fabio Fognini e di Filippo Volandri. Certo, ogni sconfitta è diversa come ogni storia che c’è dietro qualsiasi giocatore e, sperando che il buon Paolo Lorenzi riesca a fermare l’emorragia, resta inconfutabile uno stato di precarietà chiaro. Qualcuno potrebbe dire: ma Roberta Vinci numero 7 l’hai dimenticata? Vero. Ma l’età della bravissima tarantina? Certo, non è carino per galanteria, dichiarare le primavere di Roberta ma resta il fatto che nella top 10 l’azzurra è quella con la maggiore esperienza e non potrà durare ancora per molto tempo. In questo senso, il ricordo di quella dolce estate di Flushing Meadows fa esattamente da contraltare alle annose difficoltà del tennis azzurro che non vede un italiano vincere il torneo di Roma, in campo maschile, da quando Adriano Panatta, 40 anni fa, alzò le braccia al cielo dinnanzi ad una platea impazzita di gioia. Non proprio l’altro ieri…

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Immagine: pagina FB Flavia Pennetta

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