Giro d’Italia 2016: Vincenzo, sei il più grande! Testa da campione, furore per la vittoria

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Non sono mancate, le critiche, per Vincenzo Nibali. Un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative, le gambe che non hanno mai dato le sensazioni giuste. Poi l’impresa, la rinascita sul Risoul e la speranza di tornare a vestire il simbolo del primato proprio alla vigilia della passerella finale di Torino. 

Nonostante tutto quello che è successo, lo Squalo non ha mai mollato. Ogni tappa ha sempre provato a resistere, ha provato ad andare oltre le sensazioni che gli dava il suo corpo. Come oggi stesso, sul Colle dell’Agnello, quando ha perso dieci, venti metri prima di rientrare e poi fiaccare la concorrenza degli avversari metro dopo metro. La caduta di Kruijswijk, fondamentale nell’economia della tappa e dello stesso Giro, ha aperto il sipario su uno spettacolo senza paragoni. La scelta sofferta di fermare Michele Scarponi lanciato verso la vittoria, la perfetta tattica dell’Astana con Beppe Martinelli a muovere sapientemente le sue pedine in ogni momento della giornata. 

Poi Nibali ci ha messo del suo, tutto quello che aveva dentro. Che si è tenuto dentro, che non è mai riuscito a liberare nelle prime 18 tappe. Uno, due, tre attacchi per staccare Esteban Chaves, maglia rosa virtuale, e riaprire il Giro d’Italia con un colpo di mano d’alta scuola e per certi versi anche d’altri tempi. Non è stata una semplice questione di Watt e gambe, è stata una questione di testa, cuore e coraggio, un altro tassello in una carriera talvolta limitata da prestazioni pure talvolta inferiori a quelle dei diretti avversari ma controbilanciate da un amore per la bicicletta e una passione furiosa per la vittoria e per il ciclismo. La fantasia e la volontà di attaccare, sempre.

Ora Enzo ha 44” da recuperare su Esteban Chaves quando manca un solo tappone alla conclusione del Giro: le fatiche di oggi potrebbero farsi sentire e comunque finisca domani, per come abbiamo conosciuto Nibali negli ultimi anni, siamo sicuri del fatto che lascerà sulla strada ogni briciolo di energia residua per provare a conquistare la seconda Rosa della carriera, tornando a vincere un grande giro due anni dopo il leggendario successo al Tour de France. E proprio a Risoul, dove si è conclusa la frazione odierna, Nibali aveva quasi ipotecato la maglia gialla del 2014. 

Regalaci un sogno, Vincenzo! 

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Cometto Boschetti

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