Giro d’Italia 2016: un’impresa firmata Nibali e Astana

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Sembrava impossibile, ma Vincenzo Nibali ce l’ha fatta. Il campione italiano è andato a prendersi il secondo successo al Giro d’Italia, con un’impresa eccezionale nelle ultime due frazioni di montagna, dove ha staccato tutti i rivali, recuperando tutto il tempo perso nelle prime due settimane. E’ un capolavoro firmato dal campione italiano, ovviamente, ma anche in gran parte Astana.

La squadra kazaka, molto discussa al Tour de France 2015, dove non era stata vicinissima al proprio capitano, si è rivelata di gran lunga la più forte del Giro d’Italia. Fondamentale l’apporto dei compagni per questo successo. Nei giorni di difficoltà gli sono sempre stati vicini, facendogli prendere meno vento possibile, dandogli anche speranze in vista del futuro. La tranquillità nel dopo corsa (sicuramente Scarponi numero uno in questo caso) è servita per chiudere i conti tra Risoul e Sant’Anna di Vinadio.

Poi la tattica in corsa, con Giuseppe Martinelli (direttore sportivo) che si è trovato in una situazione vissuta e rivissuta ed è riuscito ad uscirne ancora una volta vincitore. Sfruttata al meglio la profondità di rosa: un giorno Zeits, un altro Kangert, poi Fulgsang. Tutti pronti a prendere vento e tirare, che sia per cinque, dieci o venti chilometri. “A Scarponi devo fare una statua” le parole di Vincenzo Nibali nel dopo gara. Il marchigiano è stato l’arma in più: da capitano, a gregario, rinunciando alle gioie personali per quelle del gruppo. L’impresa è di Nibali, ma anche dell’Astana e di Michele Scarponi. 

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: Valerio Origo

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