Giro d’Italia 2016, le pagelle: Ciccone da 30 e lode, formichina Valverde

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Arrivo a Sestola per la decima tappa del Giro d’Italia 2016, animata sin da subito per le difficoltà e il conseguente ritiro di Mikel Landa dalla corsa. Andiamo a vedere come si sono comportati i protagonisti con le ormai consuete pagelle.

CICCONE Giulio, voto 10: data l’età da universitario, 21 anni, ci starebbe bene un 30 e lode. In fuga parte come appoggio per Pirazzi, poi capisce di avere qualcosa in più dell’esperto compagno di squadra e si invola verso il traguardo complice anche un’incertezza in discesa tra lo stesso Pirazzi e Cunego. Sulla salita finale gestisce al meglio confermando di avere doti da scalatore con i controfiocchi. Un bel modo per conquistare la prima vittoria da professionista. Soddisfazione anche per la Bardiani-Csf, al primo sigillo nelle 99esima edizione della corsa rosa.

ROVNY Ivan, voto 8: è in fuga e sull’ultima salita si trova ad essere il primo inseguitore di Ciccone, un po’ perso dalle telecamere nei chilometri precedenti. Non si avvicina mai abbastanza da impensierire il giovane azzurro, prova solida.

ATAPUMA Darwin, voto 7: non vola ma quantomeno torna a farsi vedere nelle prime posizioni in una tappa impegnativa. Certo, il colombiano della BMC dava l’impressione di poter ambire a qualcosa di più ma ora sembra che queste siano le sue possibilità.

CUNEGO Damiano, voto 7,5: da tempo non si vedeva così. In salita c’è e resta da solo con Ciccone e Pirazzi ancora con una buona lena. Si porta a casa la maglia azzurra, poi in discesa, a causa di un contatto con Pirazzi, deve dire addio alla possibilità di lottare per il successo parziale. Se le gambe sono queste, però, può davvero ambire al successo di tappa che si è prefissato come obiettivo.

AMADOR Andrey, voto 6,5: ci prova ma in maniera quasi ingenua. La salita finale, fatta in solitaria, lo prosciuga e alla fine non ne ha più. Guadagna un secondo sul gruppo ma la prova di oggi è la dimostrazione che con due uomini in classifica la Movistar può provare a mettere in difficoltà gli avversari.

VALVERDE Alejandro, voto 7: pedala bene, non c’è nulla da dire. In salita è sempre brillante e anche oggi ha guadagnato 4” su Nibali. La somma inizia ad essere importante e lo spagnolo non perde un colpo provando giorno dopo giorno a guadagnare qualcosina. In attesa delle montagne vere sta costruendo un’ottima base da cui partire per attaccare lo Squalo dello Stretto.

CHAVES Esteban, voto 7: anche lui non perde mai il momento. Quando la strada sale arriva sempre nelle prime posizioni del gruppo e pure oggi è rimasto in scia a Valverde. Ha 10 giorni adatti alle sue caratteristiche per mettere in piedi una rimonta in ottica terza posizione. O forse qualcosa di più?

NIBALI Vincenzo, voto 5,5: soffre i finali di gara ma qui il problema inizia a reiterarsi. Lascia sul piatto altri 4” che sono solamente una goccia nel mare del Giro ma potrebbero iniziare a pesare anche a livello psicologico. Da valutare sulle salite vere ma fino ad ora sembra gli manchi ancora qualcosa.

LANDA Mikel, senza voto: disintegrato dai problemi intestinali, il suo calvario si interrompe prima di metà tappa con un passivo già pesantissimo dal gruppo. Sfortunato e costretto ad abbandonare il Giro proprio quando sembrava aver cambiato marcia con la cronometro.

BRAMBILLA Gianluca, voto 7,5: perde la maglia rosa ma è encomiabile quando lavora per il compagno di squadra Bob Jungels, portandolo al simbolo del primato dopo aver intuito le migliori possibilità del compagno nel difendere la prima posizione. Un cuore grande così, spiace che da domani tornerà a vestire la livrea classica della Etixx-QuickStep.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Comunicato Stampa Rcs

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