Giro d’Italia 2016: le grandi salite e montagne della 99esima edizione

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Il Giro d’Italia 2016 è ormai alle porte. La Corsa Rosa è da sempre sinonimo di emozioni e battaglie lungo le storiche salite che hanno animato la competizione nell’arco delle sue edizioni. Anche quest’anno tante ed impegnative le ascese previste. Analizziamo ora quelle che probabilmente risulteranno le più importanti e decisive per la classifica generale.

Dopo l’avvio nei Paesi Bassi (di montagne neanche l’ombra) il gruppo giungerà finalmente in Italia, dando il via alla risalita verso il settentrione. Un paio di tappe per finisseur, ed alla sesta frazione si va subito in quota. La tappa di Roccaraso presenta le prime ascese di un certo calibro: Bocca della Selva (GPM di seconda categoria, 18 km al 5,5 %) e l’arrivo al termine di 17 km con pendenza media del 4,8 e punte del 12. Due giorni dopo la carovana giunge in Toscana. Si arriva ad Arezzo, ed a 30 km dal termine il gruppo dovrà scalare l’Alpe di Poti, salita di seconda categoria: 10 chilometri totali, dei quali circa 6 in sterrato, con pendenze che spesso andranno anche oltre il 10%.

La cronometro del Chianti, ed il successivo giorno di riposo, separano due importanti tappe appenniniche. Martedì 17 maggio la decima frazione offre agli scalatori terreno fertile per provare a recuperare eventuali secondi persi nella crono. Il Pian del Falco, ascesa di quasi 17 km con sezioni al 13 % ed una pendenza media del 7, ci darà la possibilità di scoprire qualcosa in più sui possibili protagonisti che battaglieranno per il podio del Giro.

Gli scalatori avranno 48 ore tranquille grazie a tappe destinate ai velocisti, prima di tuffarsi nell’inferno caratterizzato da Dolomiti ed Alpi. La 13esima frazione, pur non avendo l’epilogo in salita, nasconde svariate insidie. Dapprima Montemaggiore (GPM di prima categoria, 8 km, 8 % media), poi la Cima Porzis. Quest’ultima è una salita di tutto rispetto. Un prima categoria non molto lungo (7 km), ma con una pendenza media del 9 % e punte addirittura del 16. L’indomani sveglia presto ed immediatamente salite. 14esima tappa che presenta ben 6 passi. Tra i più duri il Pordoi (GPM di rima categoria, 11,6 km, 6,4 % pendenza media), il Passo Sella (GPM di seconda categoria, 5,5 km, 7,9 % pendenza media), ed il Passo Giau (GPM di prima categoria, 10 km, 9 % pendenza media).

Si arriva così al giorno dell’attesissima cronoscalata dell’Alpe di Siusi. 9 km circa di ascesa con una pendenza media dell’8,3 davvero impegnativi. La breve tappa che arriverà ad Andalo (132 km), porrà dinanzi al gruppo il Passo della Mendola (GPM di seconda categoria, 14,8 km, 6,5 % pendenza media) e l’insidioso Fai della Paganella, 10 chilometri costantemente all’8% con punte anche del 15%.

Due giorni di quiete, poi il gran finale. 19esima tappa con il mitico Passo dell’Agnello (GPM di prima categoria). Salita infinita, 21 km di agonia. 8 % la pendenza media, punte del 15 per l’ascesa che potrà decidere il Giro d’Italia 2016. La frazione terminerà a Risoul dopo altri 13 km di salita con sezioni al 10 %. Nemmeno il tempo di rifiatare ed ecco che arriva il penultimo atto della kermesse italica. A Sant’Anna di Vinadio si conoscerà dunque il vincitore del Giro, grazie ai verdetti del Col de Vars (GPM di prima categoria, 19 km, 8 % media), del Col de la Bonette (GPM di prima categoria, 22 km, 10 % massima) e del Colle della Lombarda (GPM di prima categoria, 19 km, 12 % massima).

Tanta salita, tante emozioni. In poche parole: Giro d’Italia!

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ciro.salvini@oasport.it

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