Giro d’Italia 2016: la nuova maturità di Diego Ulissi

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L’avevamo visto già a Praia a Mare. Un bagliore, un lampo di classe pura tanto diversa dall’acerbo talento che aveva caratterizzato tutte le precedenti vittorie del toscano. Non più una semplice vittoria di gambe, ma una vittoria in primis di testa, voluta e costruita con pazienza e sagacia.

Oggi Diego Ulissi si è ripetuto e la conferma è sempre il momento più difficile nella vita di un atleta. Prima, supportato anche da una Lampre-Merida d’eccezione, ha stoppato la fuga iniziale di nove uomini poi ha mantenuto sotto controllo gli attacchi nel finale, fino allo strappo di Asolo. Un chilometro al 6% di pendenza segnato in rosso e proprio su quelle rampe è partita l’azione di Ulissi alla Ulissi. 

Pedalata leggera ma allo stesso tempo potente, uno scatto secco e contemporaneamente in totale controllo per gestire le energie e riportarsi sugli attaccanti nel momento giusto e avere ancora forza in vista dello sprint. Il suo terreno, una vittoria che a un chilometro dalla fine sembrava già nelle sue tasche.

Una vittoria che è anche l’ennesima risposta ai dubbi del passato in una giornata da 227 chilometri e una media da oltre 50km/h nella prima ora di corsa. Un antipasto per le Ardenne, dove quest’anno ha concluso il suo miglior trittico. Questo Ulissi è il migliore di sempre e i risultati stanno arrivando non solo per la predisposizione naturale di questo ragazzo in bicicletta ma anche e sopratutto grazie ad una nuova maturità che potrebbe portarlo davvero lontano. Anche a Rio, se dovesse riuscire a convincere il commissario tecnico Davide Cassani: e il Giro, anche in quest’ottica, è arrivato solamente a metà. 

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Comunicato Stampa Rcs

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