Giro d’Italia 2016, il borsino dei favoriti: risale Landa, Nibali stabile

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Con la cronometro del Chianti di ieri si è chiusa la prima parte del Giro d’Italia 2016. Nove tappe che hanno espresso i primi giudizi in attesa delle vere difficoltà della 99esima edizione della corsa rosa. Già da martedì, dopo il giorno di riposo, si ripartirà da una frazione ricca di difficoltà altimetriche che si concluderà con l’arrivo in salita di Sestola.

Mettendo un attimo da parte la coppia Etixx-QuickStep formata da Gianluca Brambilla e Bob Jungels, che sulla carta dovrebbe cedere nelle prossime giornate con l’azzurro che però potrebbe puntare ad una top 10 nella classifica finale, la classifica generale virtuale è guidata dal costaricano Andrey Amador, compagno di squadra di Alejandro Valverde. Quarto lo scorso anno, può diventare una pedina tattica importante nonostante dovrebbe pagare sulle salite più impegnative per ragioni fisiche. Perfetto fino ad ora, Steven Kruijswijk lo segue con 19′ di ritardo. L’olandese della LottoNL-Jumbo non ha ma perso una pedalata, comportandosi bene sia in salita che a cronometro. Sembra maturato rispetto agli scorsi anni e se dovesse confermarsi sulle salite potrebbe diventare un avversario temibile nella corsa per il podio.

Vincenzo Nibali (Astana) può ritenersi moderatamente soddisfatto riguardo la prima parte di Giro. Arrivato con una condizione in crescita ha limitato i danni a Roccaraso e già tra Alpe di Poti e cronometro sembra aver inserito le marce alte. Martedì dovrebbe iniziare definitivamente il suo Giro d’Italia: salite in serie e tappe con arrivi in alta quota che sulla carta dovrebbero avvantaggiarlo. È terzo nella classifica virtuale, posizione d’attacco perfetta per la seconda parte di corsa.

Lo segue Alejandro Valverde, staccato di 2”. Classifica cortissima con lo spagnolo della Movistar che può contare su Amador e su una condizione atletica fino ad ora apparsa stellare. Ha attraversato una giornata difficile, o forse si è solamente limitato a rimanere controllato, a Roccaraso ma per il resto ha sempre dato l’impressione di avere una pedalata piena ed efficace. Dubbi sulla tenuta? È a tutta dalle classiche e nella terza settimana potrebbe pagare.

Sul livello di Nibali e Valverde a cronometro, Mikel Landa esce come vincitore da questa prima parte di corsa nonostante in un paio di occasioni, quando la strada saliva, ha faticato e non poco. In seno al Team Sky sembra aver risolto i problemi nelle prove contro il tempo e adesso fa davvero paura: solitamente cresce di condizione con il passare dei giorni e con questa posizione di partenza (è a 25” da Nibali) può imbastire un serio attacco alla Rosa sulle salite della terza settimana.

Deve recuperare, ma è ancora in piena lotta, il polacco Rafal Majka (Tinkoff), interposto tra i big 3 e gli altri uomini di classifica. Hanno faticato Domenico Pozzovivo (AG2R) e Ilnur Zakarin (Katusha), a lungo in odore di leadership in classifica ma fermato da cadute e problemi nella crono. Attenzione a Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE): nel Chianti ha perso terreno, ma in salita ha lanciato segnali bellicosi che potrebbero trasformarsi in attacchi concreti da qui all’arrivo di Torino. Il talento è dalla sua parte e considerando il distacco accumulato (1’13” da Landa per fare un esempio) potrebbe essere costretto ad adottare una tattica più aggressiva.

Nonostante sia ancora a contatto, sembrano terminati i sogni di gloria di Tom Dumoulin (Giant-Alpecin): dopo la cronometro avrebbe avuto bisogno di un paio di minuti di vantaggio su tutti gli altri per poter ambire alle prime posizioni. Difficilmente riuscirà a staccare gli scalatori puri sulle Alpi.

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