Giro d’Italia 2016, ecco la terza settimana: quattro tappe impegnative per rivoluzionare la classifica

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Un momento per uomini forti, resistenti e dotati di recupero. Il Giro d’Italia entrerà domani nella sua terza e decisiva settimana con Steven Kruijswijk in maglia rosa e un vantaggio di oltre 2′ su tutti gli avversari. Poco per dormire sogni tranquilli ma abbastanza per provare ad amministrare nelle prossime giornate.

Già domani, però, il terreno potrebbe essere interessante per eventuali attaccanti. Si ripartirà da Bressanone in una giornata breve ma con due salite e mezzo negli ultimi 90 chilometri. Essenziale, per corridori come Chaves, Nibali e Valverde provare ad isolare sin dalla prima scesa l’olandese per poi attaccarlo nel finale di tappa provando a staccarlo e iniziare la rimonta verso il gradino più alto del podio. L’arrivo sarà ad Andalo, dopo altre due salite. Non difficile ma sufficienti per mettere in difficoltà qualcuno.

Tregua nella giornata di mercoledì con una tappa pianeggiante per velocisti e arrivo a Cassano d’Adda, mentre giovedì torneranno le insidie con il Pra Martino a caratterizzare il finale della Muggiò-Pinerolo, 240 chilometri che potrebbero lasciare strascichi importanti in vista dell’ultimo fine settimane, senza dimenticare la possibilità di fare la differenza già sui 4 chilometri di salita al 10% che proporrà la 18esima frazione. Negli ultimi chilometri altri 500 metri al 13%: se qualcuno dovesse andare in sofferenza qui si potrebbero scavare ulteriori distacchi.

Le montagne, quelle vere, torneranno nella giornata di venerdì con partenza proprio a Pinerolo. Lungo falsopiano a precedere il Colle dell’Agnello che con i suoi 2744 metri del Giro sarà Cima Coppi nonché snodo tatticamente fondamentale nella corsa al Trofeo Senza fine: 21 chilometri al 7%, gli ultimi 11 al 9% ma con lunghi tratti oltre la doppia cifra. Poi discesa e scalata al Risoul, ascesa più facile ma con pendenza dolci sulle quali sarà possibile fare realmente la differenza in termini cronometrici sfruttando la fatica dell’Agnello.

L’ultima vera tappa del Giro si disputerò quasi interamente in territorio francese. Da Guillestre le salite del Col de Vars (18 chilometri al 6%) e del Col de la Bonette (22 chilometri al 7%) precederanno il Colle della Lombarda, 20 chilometri al 7,5% con pendenze importanti nella prima parte della scalata. Una volta in cima discesa e gli ultimi due chilometri che punteranno ancora verso il cielo in maniera decisa con pendenze sempre tra il 9 e l’11% in vista del traguardo di Sant’Anna di Vinadio. Una frazione ideale per attaccare, senza respiro e con salite al contempo molto lunghe e impegnative che non lasceranno tregua ai corridori. 

Gli avversari di Kruijswijk sono chiamati ad attaccare quantomeno per provare a ribaltare un Giro la cui miccia si è accesa definitivamente con i distacchi inflitti dall’olandese nella cronoscalata e in cui è tutto pronto per i fuochi d’artificio finali.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

PHOTO CREDIT: ANSA – PERI – Comunicato Stampa Rcs Sport

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