Giro d’Italia 2016: Dumoulin adesso fa paura. Landa, Valverde e Nibali non convincono

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Dopo sei tappa disputate e la maglia rosa saldamente sulle spalle, Tom Dumoulin ha finalmente ammesso che proverà a curare la classifica generale. E come non farlo dopo la straripante azione di forza che gli ha consentito di incrementare il proprio margine di vantaggio sui più diretti inseguitori nel primo vero arrivo in salita del Giro d’Italia a Roccaraso, sede d’arrivo della sesta frazione.

L’olandese della Giant-Alpecin può essere considerato come il vincitore morale della giornata odierna. Nonostante il simbolo del primato quando ha attaccato a un paio di chilometri dalla fine nessuno è riuscito a prendergli la ruota, sintomo di una condizione eccezionale. Considerano che le prossime tappe (Arezzo, Sestola) e la cronometro individuale di domenica, 40 chilometri mossi nel Chianti, potrebbe incrementare ancora il suo vantaggio in vista delle vere salite del Giro d’Italia, che arriveranno sul finire della seconda settimana, il gap inizia ad essere importante. L’incubo, per lui, è che possa ripetersi quanto visto alla Vuelta a España dello scorso anno: in testa fino alla fine, è crollato su salite in serie, anche a causa di una squadra che non è in grado di supportarlo in maniera adeguata, con la stessa situazione all’interno del team che si dovrebbe ripetere anche in questo Giro d’Italia.

Sorridono, alla finestra, Domenico Pozzovivo e Ilnur Zakarin. Partiti come outsider hanno risposto “presente” al primo appello. In un modo o nell’altro si accodano a Dumoulin dimostrando di aver birra nelle gambe e a loro volta scalano posizioni nella classifica generale. Il lucano dell’AG2R non è nuovo a partenze di questo genere al Giro ma resta l’incognita sulle tre settimane, mentre il russo della Katusha non si è mai trovato in questa situazione e andrà scoperto giorno dopo giorno sulle strade nostrane.

Tra coloro che possono ritenersi soddisfatti il giovane Esteban Chaves. Promessa colombiana che ha faticato a sbocciare definitivamente a causa di un brutto infortunio patito nel 2013, sembra aver trovato la sua dimensione. Alla Vuelta ha chiuso quinto, qui sembra aver fatto un ulteriore passo avanti nel processo di crescita vertiginosa che lo sta accompagnando negli ultimi 2 anni. E ancora devono arrivare le salite, il suo pane. Brillanti anche Rigoberto Uran (Cannondale), fino a oggi sempre in sordina, e Rafal Majka (Tinkoff), che ha provato un allungo all’ultimo chilometro. Fa paura anche l’olandese Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo): conosce il Giro e si trova sempre nella posizione giusta al momento giusto. Lo scorso anno ha trovato la condizione strada facendo e nella terza settimana era stato tra i più continui in salita. In questa settimana è sempre stato con i migliori.

Passiamo alle note dolenti, partendo da quell’Alejandro Valverde che sulla carta era etichettato come favoritissimo per le caratteristiche dell’arrivo. Per quanto abbia limitato i danni perdendo solo 14” da Dumoulin, la prova odierna potrebbe far dubitare sul suo reale stato di forma. Difficile capire cosa sia successo dopo le classiche e la netta vittoria alla Freccia Vallone ma lo spagnolo di oggi non è parso al 100 %.

Stesso distacco accumulato da Mikel Landa e Vincenzo Nibali, pur con due condotte di gara molto diverse. Nibali, che probabilmente sente il peso di essere il favorito d’obbligo per la conquista del Trofeo senza fine, ha messo davanti la squadra sin dalle prime rampe della salita per poi sganciare Fuglsang. Nel finale ha attaccato in prima persona ma dopo solo un centinaio di metri la sua azione si è spenta repentinamente mentre Dumoulin lo superava a doppia velocità. Un passo falso, certo, ma da valutare. Lo Squalo dovrebbe entrare in forma più avanti ma non può permettersi di lasciar scappare un Dumoulin, da cui paga 47”, con la cronometro che potrebbe più che raddoppiare il divario in vista delle salite. Per quanto fragile e incerta per i motivi citati, la leadership dell’olandese sta iniziando a fare paura davvero a Nibali e non solo.

Più conservativo Landa. Vincente al Giro del Trentino, per ora non ha mostrato la stessa gamba ma come Nibali dovrebbe esprimersi al meglio con il passare delle tappe. Se a Praia a Mare aveva perso qualche metro, oggi si è limitato a rimanere nel gruppo, rispondendo all’attacco di Nibali tramite un compagno del Team Sky ma senza mai intervenire in prima persona. In classifica generale perde oltre un minuto dalla prima posizione e la cronometro potrebbe affossarlo prima delle montagne. A quel punto la remuntada potrebbe complicarsi e non poco.

Con questa situazione di classifica (clicca qui per vedere i distacchi da Dumoulin) a guadagnarne potrebbe essere lo spettacolo, con tanti scalatori che proveranno a stanare la maglia rosa anche lontano dal traguardo per provare a vincere la 99esima edizione del Giro d’Italia.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Comunicato Rcs

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