Giro d’Italia 2016: comunque vada, grazie dello spettacolo

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Ormai è la fine. Oggi si disputerà la ventesima, decisiva e penultima tappa del Giro d’Italia 2016. L’esito più spettacolare e incerto che si potesse desiderare, con la maglia rosa ancora da assegnare e 134 chilometri da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio come giudice.

Tre settimane di passione sulle strade di Olanda, Italia e Francia. Tre settimane vissute nel solco di una tradizione che non muore mai nonostante la corsa rosa viaggi veloce verso l’edizione numero 100. C’è anche un filo di tristezza nell’aria, la consapevolezza che da lunedì sarà tutto finito e che si tornerà alla vita di tutti i giorni, in attesa di tornare a vivere questa giostra di emozioni tra poco più di 11 mesi.

Il Giro d’Italia, di per sé, è già speciale. Non è paragonabile ad altre corse, ha un fascino che nemmeno il Tour de France, nonostante sia la corsa ciclistica più importante dell’anno, può sperare di ricreare ed eguagliare. Sarà che siamo italiani, e che italians do it better. Gli italiani lo fanno meglio. 

Grazie a Steven Kruijswijk, che ha portato con orgoglio la maglia rosa prima di abbandonarla per una caduta sulla discesa del Colle dell’Agnello. Grazie ad Esteban Chaves, al suo sorriso che ha conquistato tutti e che a 4 salite dalla fine del Giro indossa il simbolo del primato. Grazie ad Alejandro Valverde, che ha corso come mai aveva prima nella sua carriera onorando la sua prima partecipazione. E grazie a Vincenzo Nibali, che ha dimostrato di essere debole come ogni uomo ma forte nell’animo per tornare a ruggire e sognare il secondo Giro.

Grazie ad ogni corridore, ad ogni membro della carovana, dallo staff delle squadre agli addetti delle singole tappe, per aver reso possibile questo spettacolo tutto rosa. E grazie ad ogni persona presente ai bordi della strada, davanti alla televisione o che anche per caso ha seguito pochi minuti del Giro d’Italia. La magia di un maggio da ricordare, come ogni anno, passa anche da queste piccole cose.  

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Marco Cometto/Boschetti

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