Giro d’Italia 2016: adesso cambia la musica, in Italia salite e cronometro sin da domani

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Ci siamo lasciati con due volate vincenti di Marcel Kittel. Domani il Giro d’Italia riprenderà la sua corsa verso Torino tornando in territorio nostrano dopo la partenza in Olanda. Per morfologia, le strade italiane cambieranno il volto sportivo della corsa.

La quarta tappa, Catanzaro-Praia a mare, non può essere sottovalutata. Ci saranno le prime vere ascese del Giro (due Gpm di terza categoria nella seconda metà di tappa) e un finale tortuoso, con lo strappo di via del Fortino (pendenze fino al 18%) che potrebbe addirittura portare gli uomini di classifica ad un primo scontro diretto. Mercoledì, nella Praia a mare-Benevento, nonostante una parte centrale di corsa mossa, dovrebbero tornare protagonisti i velocisti nonostante il finale in leggera ascesa (3% all’ultimo chilometro) e una tappa impegnativa e lunga (233 chilometri).

Giovedì cambierà ancora lo scenario: 157 chilometri da Ponte a Roccaraso, occasione per vedere il primo arrivo in salita. Frazione breve ma mossa sin dalle prime fasi, con la salita della Bocca della Selva a caratterizzare il primi 55 chilometri (la sola ascesa ne misura 18). Da lì discesa e una fase mossa per arrivare all’ultimo Gpm, in concomitanza dell’arrivo: un seconda categoria che dovrebbe mettere a nudo eventuali mancanze nella condizioni dei pretendenti alle prime posizioni nella classifica finale.

Partenza da Sumlona e arrivo a Foligno per quanto riguarda la settima tappa: 211 che dovrebbero portare ad una volata di gruppo compatto nonostante la salita della Somma a 40 dall’arrivo. In pieno stile Giro d’Italia la Foligno Arezzo, con lo sterrato dell’Alpe di Poti nel finale e uno strappo all’interno dell’ultimo chilometro: due passaggi chiave sia in ottica vittoria di tappa che, eventualmente, nella lotta per il Giro. I big, qui, non possono nascondersi e i compagni di squadra potrebbero faticare a rimanere con i capitani sino allo scollinamento. Possibile, in queste due tappe, possa arrivare la fuga della prima ora.

Chiuderà questa prima settimana italiana la cronometro del Chianti, quaranta chilometri mossi nella terra del vino che saranno un primo vero spartiacque delle tre settimane. Con le bici da crono gli atleti più adatti possono fare la differenza e infliggere ritardi pesanti agli avversari diretti.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pier Colombo

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