Giorgio Minisini e l’Italia di nuoto sincronizzato che non si vuole abituare alle medaglie

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Sarà un caso, ma da quando Giorgio Minisini – con Mariangela Perrupato nel programma libero e Manila Flamini in quello tecnico – ha vinto due bronzi ai Mondiali di Kazan 2015, l’Italia di nuoto sincronizzato ha cambiato definitivamente pelle. Certo, in mezzo c’è stata anche l’incredibile quanto inattesa qualificazione olimpica della squadra, lo scorso marzo a Rio, ma è bello e nemmeno così tanto irrealistico pensare che la spinta per emergere del tutto sia arrivata proprio dal talento e dalla saggezza del 20enne romano, da poco anche medagliato europeo (argento nel libero con la Perrupato) all’esordio del duo misto in una manifestazione Len.

Quanto sta raccogliendo l’Italia a Londra va – anche grazie a una serie di fortunate coincidenze, come la Spagna a mezzo servizio per l’assenza di Ona Carbonell e l’aumento delle specialità da quattro a nove – fuori da ogni passato recente o remoto della storia di questo sport. In tre giorni è stato raggiunto il record di medaglie (4) che resisteva da Eindhoven 2008 e il programma non ha ancora raggiunto la sua metà: sulla carta ne potrebbero arrivare altre cinque. Per un en plein che consacrerebbe il movimento azzurro ai più alti livelli del pianeta, in attesa di stupire anche in Brasile.

Spero di non abituarmi mai a tutte queste medaglie“, dice a Raisport Mariangela Perrupato. Ecco il punto centrale. Chi reputa il nuoto sincronizzato uno sport “noioso”, non per i bellissimi movimenti in acqua ma per la gerarchia oltremodo fissa in classifica, non ha poi tutti i torti. Ovvio che, però, quando la routine premia l’Italia – con evidenti meriti, sia chiaro – si rischia di passare dall’altra parte della barricata e perdere il contatto con la realtà, con la fatica che ogni secondo viene consumata per confermarsi a questi livelli. Ma queste ragazze hanno la testa:Finalmente ci stiamo togliendo le soddisfazioni che ci spettano e che tardavano ad arrivare negli scorsi anni“, continua la veterana calabrese.

E il leader, tecnico ma soprattutto carismatico, è ancora una volta Giorgio Minisini. Che dribbla con intelligenza le polemiche che il duo misto alzò soprattutto in un paese come la Russia (che però oggi ha vinto l’oro) commentando “chi critica è ignorante, non sa cos’è il doppio misto. E’ stato facile combattere contro i pregiudizi perché sapevo con chi avrei avuto a che fare” e conferma il talento del gruppo guidato dalla ct Patrizia Giallombardo: “Ho un po’ di rammarico per non poter andare a Rio, ma sono felic che ci possano andare loro. Le ho conosciute bene dall’anno scorso, le vedevo mettere il massimo e il cuore giorno dopo giorno a ogni allenamento. Le guardo ancora come dei miti nonostante ci viva praticamente insieme. Queste medaglie sono il giusto premio che l’Italia si merita da anni. Finalmente abbiamo convinto i giudici. Ci stiamo prendendo soddisfazioni meritate“..

Abbastanza chiaro, no? Ora viene il bello: non abituarsi. Per spronare i giovani – sugli spalti londinesi c’è un baby sincronetto che, come riportato in cabina di commento da RaiSport e anche dallo stesso Minisini in zona mista, è giunto da Bologna con la famiglia per assistere alle imprese del suo eroe – verso un grande futuro per il nuoto sincronizzato. Qualche risultato inizia già a vedersi. Altre medaglie, ovviamente, non faranno che bene.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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Foto da: Luca Renoldi

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