Ginnastica, come sta l’Italia? Lo stato di forma delle azzurre dopo Torino: da Ferrari a Ferlito verso le Olimpiadi

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Nel weekend si è disputata al PalaVela di Torino l‘ultima tappa della Serie A 2016 di ginnastica artistica. Un appuntamento importante per l’Italia che ha potuto rivedere in pedana tutte le sue rappresentanti, a tre mesi dalle Olimpiadi. Come stanno le azzurre? Che livello hanno raggiunto? Vediamo la situazione nel dettaglio.

 

VANESSA FERRARI – Finalmente è ritornata in pedana dopo un’assenza di sei mesi. Il suo debutto stagionale si è consumato esclusivamente alla trave ma ha convinto per precisione e pulizia d’esecuzione, nonostante sia stata giustamente semplificata rispetto alle sue potenzialità. Ancora vistosa la fasciatura al piede sinistro, colpito dai problemi al tendine d’Achille che le hanno impedito di essere al top durante questi mesi. Da qui riparte la rincorsa verso le Olimpiadi 2016: sarà assente agli Europei, speriamo di rivederla al top e anche su altri attrezzi nei prossimi appuntamenti.

CARLOTTA FERLITO – Doveva assolutamente riprendere confidenza con la pedana dopo l’infortunio di Jesolo, era importante rivederla subito in campo gara e così è stato. Un mese fa era in gran forma e aveva ottenuto un eccellente quinto posto all’American Cup ben figurando anche in laguna, nel weekend è caduta due volte tra parallele e trave. Esercizi fallosi che non spaventano assolutamente per il prosieguo della stagione, episodi sporadici e arrivati solo al rientro in una gara che doveva semplicemente riportarla sul palcoscenico.

ERIKA FASANA – Il suo corpo libero era tra gli esercizi più attesi del sabato pomeriggio e non ha deluso le aspettative. Una prova semplificata rispetto ai suoi standard ma un’ottima base di ripartenza dopo gli infortuni alla tibia e al gomito che l’hanno frenata dopo i Mondiali di Glasgow. Quella di Torino era la sua prima esibizione stagionale al quadrato e da qui si riparte per tornare ai livelli competitivi raggiunti in questa specialità nel corso delle ultime stagioni (Finali ai Mondiali 2014 e 2015).

MARTINA RIZZELLI – Il 6.2 di D Score alle parallele è la nota più interessante del fine settimana: difficoltà tecniche di rilievo, questa volta eseguite anche egregiamente. Questo esercizio è importante per l’Italia come lo è il suo doppio avvitamento, riportato in gara sabato pomeriggio ma non ancora al livello dei giorni migliori: avrà tempo per ritornarci.

 

ENUS MARIANI – La ginnasta italiana che ha gareggiato di più in questo avvio di stagione (quattro tappe di Serie A, Coppa del Mondo a Stoccarda e Trofeo di Jesolo). Un tour de force dove comunque ha fatto bene e ottenuto buoni risultati. A Torino ha portato una novità tecnica importante alle parallele dove però sono arrivate alcune sbavature. La caduta finale alla trave, all’interno di un esercizio ben condotto e preciso, le ha impedito di conquistare l’all-around. Corpo libero di ammirevole eleganza, è in piena lizza per un posto alle Olimpiadi. Dovremmo rivederla agli Europei.

ELISA MENEGHINI – Lo stato febbricitante impedisce di vederla al top. La brianzola può essere una pedina importante per la Nazionale. L’interesse era elevato sulla trave ma ha scelto di non esibirsi, il corpo libero è stato semplificato, brava tra parallele e volteggio. Rimandata alla prossima per capire il suo stato di forma.

SOFIA BUSATO – In tutte le tappe di Serie A è riuscita a sfondare il muro dei 15 punti al volteggio (anche togliendo il bonus di due decimi previsto). Performance sbalorditive con il suo doppio avvitamento, estremamente interessante in ottica Italia, sperando di poterla recuperare anche su altri attrezzi.

LARA MORI – Di rientro dal Test Event di Rio, rimane pienamente in corsa per tornare in Brasile tra tre mesi. La toscana ha fatto della regolarità e della continuità il suo forte all’interno dell’intero campionato. Brava a fare risultato anche per la squadra, dopo due convocazioni ai Mondiali è nel novero delle papabili per il body azzurro più ambito. Peccato per la caduta alla trave, potremmo rivederla agli Europei.

TEA UGRIN – Un altro passo in avanti sotto il profilo fisico dopo i problemi che le hanno impedito di essere al meglio a Roma e di partecipare al Test Event. In ripresa per ritornare su tutti gli attrezzi in ottica Nazionale.

FEDERICA MACRÌ – La giuliana si è resa protagonista di una delle gare più belle degli ultimi anni, sforando tutta la sua caparbietà e il talento cristallino che l’ha contraddistinta per l’intera carriera. Non è una sorpresa ma a 25 anni e dopo aver dato tantissimo all’Italia (tra cui l’aver contribuito al leggendario trofeo europeo di Volos 2006) fa tanto piacere rivederla al vertice, vincendo il concorso generale individuale. Ha riproposto il dty al volteggio dopo nove anni, ha sfoderato un grandioso corpo libero e si rimette in mostra come merita. Sopportando i carichi di lavoro può essere certamente importante per il gruppo.

 

 

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