F1: il doppio podio spagnolo una doppia sconfitta per Ferrari nel crash Mercedes

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Ben 43. E’ questo l’ammontare dei punti recuperati dalla Ferrari nel round di Montmelo (Spagna), teatro di uno dei GP più emozionanti degli ultimi tempi, condensato di tanti eventi concatenati che hanno dato luogo a diverse riflessioni.

LO SCONTRO FRATRICIDA – La prima riguarda la Mercedes che super competitiva, quasi imbattibile con piloti più veloci del lotto ha evidentemente da temere i battibecchi di due galli nello stesso pollaio. E’ da ciò che si origina il crash della curva 3 con un Nico Rosberg abile a scavalcare Lewis Hamilton alla prima staccata ma poi con fare sospetto, o per meglio dire, rallentando inusualmente ha dato origine alla carambola. Lauda a caldo dirà che a Lewis gli si è chiusa le vena ma forse è il furbo Nico ad ostacolare il proprio compagno oltremodo. Una dimostrazione ossessiva di superiorità? Una gestione dello spogliatoio in quel di Stoccarda troppo accondiscendente per Nico? Certo, il Team Principal Toto Wolff ha subito cercato di spegnare i bollenti spiriti temendo una penalizzazione per la prossima gara di Monaco, vista la conformazione del circuito. Missione compiuta caro Toto ma la sostanza non cambia: le frecce d’argento possono perderlo solo per colpe proprio questo campionato.

LA DOPPIA SCONFITTA FERRARI – Come detto in precedenza le lunghezze in classifica si sono accorciate sensibilmente: 61 punti di Kimi Raikkonen, secondo nel Mondiale piloti, a 49 lunghezza dalla vetta occupata da Rosberg, e -48 nella graduatoria dei costruttori. A conti fatti sembrerebbe un weekend da incamerare con il sorriso. In realtà, le apparenze ingannano. Perchè? Semplice. Le Rosse, con i due missili di Stoccarda in versione autoscontro, avevano il dovere di ottenere il punteggio pieno ed invece fin dal sabato non si sono dimostrate all’altezza. Il distacco abissale rimediato dalle frecce d’argento e la terza fila alle spalle della Red Bull è frutto di una SF16-H in regresso. La gara ha, in parte, confermato questo trend. E’ vero la Rossa con le soft soprattutto aveva del margine rispetto alle vetture di Milton Keynes ma con le medie già la storia cambiava e l’atavica mancanza di trazione, come evidenziato nell’ultimo settore, è tornata a bussare alla porta di Maranello. Troppa pressione da parte della Presidenza? Un progetto troppo rivoluzionario e con tempi insufficienti per poterne comprendere i segreti? Può darsi, tuttavia resta il fatto che le Ferrari hanno sbagliato l’ennesimo rigore in movimento. Dopo i problemi di Hamilton e le prime file mancate, a Barcellona l’ennesima chance non sfruttata. Un doppio podio che sa di doppia sconfitta, dunque, per una Red Bull sempre più forte e la vittoria di un Max Verstappen, enfant prodige del Circus, che potrebbe dar seguito alle sue gesta da campione. Conosciamo le abilità poi di Adrian Newey nel valorizzare il telaio della monoposto e chissà se anche Monaco, pista ancor più adatta alle vetture anglo-austriache, ciò non si replicherà. Tra i dissapori in casa Mercedes e le contraddizioni ferrariste, il clan di Chris Horner potrebbe approfittarne.

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