Con Elena Bertocchi c’è anche Milano nel gran ballo dei tuffi

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Non solo Bolzano. Non solo Roma. Non solo “anche Cosenza“, come ben dimostrato martedì sera da Giovanni Tocci, il primo medagliato meridionale della storia italiana. Nel gran ballo dei tuffi c’è anche Milano, città grandissima ma nota dolente del movimento acquatico azzurro con poche piscine, zero spalti in grado di accogliere grandi eventi internazionali – e stiamo parlando di Milano, ricordiamo – e, nel caso di Elena Bertocchi e del preciso allenatore Dario Scola, una minuscola palestra e qualche vecchio trampolino che spesso cede al trascorrere del tempo.

Difficile, dunque, emergere in certe situazioni. Ma i tuffi italiani – e lo testimonia anche Tocci, in un’ancor più arruffata Cosenza – hanno creato qualcosa di speciale negli ultimi anni. Seguendo l’esempio di Tania Cagnotto, che pure è solita ripetere allegramente di allenarsi con gli schiamazzi dell’acqua gym nella corsia di fianco al Lido di Bolzano, gli atleti stanno dando il massimo riuscendo a farsi un nome di livello nonostante tutte queste avversità. Elena Bertocchi, argento ieri sera da 1 metro dietro proprio alla regina altoatesina, ne è un’altra grande prova vivente.

E’ stata pure a Roma in passato, vero, ma una grossissima fetta del suo successo e della sua esplosione la deve proprio a Milano. Dove è nata e ancora vive. Da dove è partita per i primi successi giovanili – tre ori, un argento e un bronzo agli Europei di categoria tra il 2010 e il 2012 – e da dove ha preso il definitivo slancio verso la consacrazione europea. Ci aveva provato a Rostock 2015, nello scorso giugno, all’esordio senior: fu quarta sempre dal metro nonostante una gara d’applausi.

Ieri ha saltato ancora meglio, rischiando di sfilare il settimo successo in otto edizioni a Tania Cagnotto. Il suo modello, la sua guida, il suo punto di riferimento perché “se le sto vicino come punteggi in Italia, vuol dire che sono competitiva anche all’estero” e, perché no, anche il suo potenziale fardello. Presto la bolzanina si ritirerà e toccherà a Elena rappresentare il futuro dei tuffi italiani femminili. Ma ne è consapevole e sa come fare: “Devo saltare con questa tranquillità anche da 3 metri“, ha detto a RaiSport. Maturità e obiettivi precisi: così si diventa grandi. Ed Elena, da Milano, un po’ grande lo è già.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia

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