Come cambia il Giro d’Italia senza Landa? Valverde gioca sui secondi, Nibali cova qualcosa…

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Il Giro d’Italia ha perso uno dei suoi grandi favoriti della vigilia. Lo spagnolo Mikel Landa, dopo l’ottima cronometro del Chianti, sembrava in rampa di lancio per dare l’assalto alla vetta, lui che lo scorso anno aveva incantato sulle salite della Corsa Rosa. Oggi, tuttavia, il capitano del Team Sky si è arreso ad un virus gastro-intestinale, abbandonando la corsa.

Cosa cambia senza lo spagnolo? Probabilmente viene a mancare il principale punto di riferimento in salita, anche se l’iberico, sin qui, non aveva dimostrato la stessa condizione ottimale del Giro del Trentino. I contendenti più credibili al primato, e non potrebbe essere altrimenti, diventano a questo punto Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali.

Il capitano della Movistar sta giocando con i secondi. Non perde occasione, nei finali di tappa mossi, per scattare nell’ultimo chilometro e guadagnare qualcosina sullo Squalo, il quale, per ora, lascia fare. Guardando alle prossime tappe, domani il 36enne murciano potrebbe guadagnare ulteriormente sul messinese, con l’arrivo di Asolo (1 km al 7%) ideale per creare un buco. Se la Movistar dovesse tenere la corsa in pugno, Valverde potrebbe anche giocarsi la vittoria ed i conseguenti 10 secondi di abbuono.

Le vere montagne, tuttavia, arriveranno solo da venerdì con la Palmanova-Cividale, la successiva Alpago-Corvara (tappone con 6 GPM, tra cui il terribile Giau) e la crono-scalata di domenica all’Alpe di Siusi. Difficile credere che questo Giro possa risolversi per una manciata di secondi. E forse è proprio per questo che Nibali non risponde alle schermaglie di Valverde. Il siciliano sa che servirà avere le gambe quando conterà davvero, dove potrebbero fioccare minuti…Il capitano dell’Astana sta correndo nascosto, senza strafare. E’ l’atteggiamento di chi sta covando un piano nell’ombra, per poi far saltare il banco al momento giusto. Il corridore italiano sta gradualmente raggiungendo la forma migliore e, da programmi, conta di essere al top proprio sulle grandi montagne. Senza dimenticare che Nibali mira a raggiungere il 100% in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016 (e dunque anche nell’ultima parte del Tour de France…).

Nibali e Valverde, tuttavia, non dovranno sottovalutare possibili outsiders. Difficile che il giovane lussemburghese Bob Jungels, pur talentuoso, possa tenere il ritmo dei migliori sulle Dolomiti, mentre il costaricano Andrey Amador può rivelarsi un problema per lo Squalo: già quarto al Giro del 2015, consentirà alla Movistar di gareggiare con due punte. Da monitorare anche l’olandese Steven Kruijswijk, un regolarista che può dire la sua fino in fondo. Non sono così distanti neppure il colombiano Esteban Chaves ed il russo Ilnur Zakarin, entrambi capaci di inventarsi qualcosa, magari partendo da lontano.

Nel complesso, stiamo assistendo ad un Giro d’Italia tra i più incerti degli ultimi anni. L’equilibrio, però, è destinato a spezzarsi a partire da venerdì: sarà la strada a decretare il suo padrone.

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federico.militello@oasport.it

Foto: Pagina FB Team Sky

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