Volley, il mio sport è differente? Tra oggetti in campo, sputi, litigi sottorete, tifoserie accese: cosa non va?

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Il volley è davvero lo sport differente che tutti gli appassionati hanno imparato a conoscere? L’immagine dello sport per famiglie, pulito e lontano dai disordini che si è soliti vedere nel mondo del calcio ha sempre caratterizzato la pallavolo anche se nell’ultimo periodo qualcosa sembra essere cambiato. Fino a giovedì sera quando si è probabilmente scritta una delle pagine peggiori nei massimi campionati italiani.

Si stanno disputando le semifinali scudetto di volley maschile. Tradizionalmente questo periodo è quello più caldo della stagione, dove la posta in palio sale terribilmente e dove qualche animo acceso sotto rete si è sempre visto. Normali confronti di gioco, rientrati immediatamente e mai sfociati in episodi violenti.

 

Il PalaPanini di Modena, il tempio nazionale della disciplina, si è macchiato di un peccato non veniale e che andava condannato con molto di più rispetto agli irrisori 1000 euro di multa inflitti alla società di casa. Gli oggetti gettati in campo, indirizzati a Matey Kaziyski, hanno purtroppo fatto da sfondo alla sfida tra i canarini e Trento, remake dell’ultima Finale Scudetto.

Lo schiacciatore bulgaro ha litigato sottorete con Bruninho. Entrambi si sono scusati nella giornata di ieri, dichiarando di essere stati provati. Indipendentemente dalle parole che possono essere volate, il gesto è ingiustificabile: un rissa quasi sfiorata che ha portato alla meritata espulsione dei due giocatori, puniti poi con una diffida dal giudice sportivo.

Kaziyski sarebbe poi uscito dal campo e uno spettatore gli avrebbe sputato. Sugli spalti gli animi si sono accesi e le due tifoserie stavano per venire a contatto. Insomma tutto tranne che sport differente…

 

Passino le provocazioni tra giocatori in un momento topico (sul 13-13 del terzo set, Trento avanti 2-0 e a un passo dal riaprire la serie) ma poi si è trasceso, tra acqua, bottiglie, oggetti in campo, sputi e tifoserie che si aizzavano tra loro. Di chi è la colpa? Questa è una partita calda, sentita, tra due squadre molto rivali, le cui dirigenze sono sempre in frizione, basti vedere le accuse di Catia Pedrini sulle presunte parole razziste rivolte da Mosna a Earvin Ngapeth. Se gli animi si iniziano a scaldare ai piani alti è poi probabile che il tutto si rifletta in campo.

Non è neanche piaciuto quanto successo a Civitanova dove Micah Christenson e Luciano De Cecco hanno avuto di che ridere sottorete, meritandosi anche loro un’espulsione. Un brutto giovedì da azzerare e da cui ripartire sperando che certi episodi vengano dimenticati già a partire da gara4 in programma tra domani e lunedì.

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