Parigi-Roubaix 2016: Mathew Hayman vince una corsa leggendaria! Boonen da lacrime è secondo

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L’ultima di Cancellara, fatto fuori di una caduta. L’ultima di Boonen, secondo dopo una corsa Monumentale. La 114esima edizione della Parigi-Roubaix ha premiato un fenomenale Mathew Hayman, bravissimo a rimanere con i migliori e gestirsi al meglio nel finale per poi imporsi in volata. Il velodromo di Roubaix è dolcissimo per l’australiano, arrivato alla 16esima partecipazione. 

Una Roubaix corsa a tutta sin dai primi chilometri. La fuga buona ha stentato ad andare e diversi gruppetti hanno provato a prendere margine, senza mai riuscire ad avere più di 30” di vantaggio sul gruppo. Complice il vento forte e laterale, il plotone si è più volte diviso in tronconi in una situazione di grandissimo nervosismo.

Solo dopo quasi due ore di gara ha preso forma la fuga decisiva: Kump (Lampre), Backaert (Wanty – Groupe Gobert) Chavanel (Direct Energie), Le Bon (FDJ), Wallays (Lotto Soudal), Puccio (Team Sky), Martinez (Delko Marseille), Bozic (Cofidis), Hayman (Orica-GreenEDGE), DeClerq (TopSport Vlaanderen – Baloise), Popovych (Trek Segafredo), Cort Nielsen (Orica-GreenEDGE) , Erviti (Movistar), Morkov (Katusha), Daniel (AG2R) e Van Rensburg (Dimension Data).

Il gruppo non li ha lasciati andare a briglie sciolte e ha controllato il distacco, mantenendolo sempre inferiore ai 4′ grazie al lavoro, in particolare, degli Etixx-QuickStep. Proprio gli uomini di Boonen, a 110 chilometri dalla conclusione, hanno cambiato il volto alla corsa. Complice anche una caduta hanno selezionato il gruppo Tom Boonen si è ritrovato al comando con 3 compagni e una ventina di corridori. Sul successivo tratto in pavé ulteriore selezione di Tony Martin vista della Foresta di Arenberg: con lui sono rimasti Boonen, Robert Wagner (LottoNL-Jumbo), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Ian Stannard (Team Sky) e Jens Keukeleire (Orica-GreenEDGE).

Alle loro spalle, quasi disperato l’inseguimento di Fabian Cancellara (Trek Segafredo) e Peter Sagan (Tinkoff): le squadre, selezionate dalla prima parte di gara, hanno avuto difficoltà a riorganizzarsi mentre il gruppetto di Boonen è stato riassorbito dagli ex compagni di avventura, tra cui c’era anche Sep Vanmarcke (LottoNL-Jumbo) con 4 gregari che hanno alzato nuovamente il ritmo assieme a Etixx e Sky.

La Foresta di Arenberg, tratto leggendario della corsa, non ha sconvolto la situazione e all’uscita il ritardo del gruppo Sagan era ancora superiore al minuto. Nel tratto di corsa successivo si è sviluppato un inseguimento tra i due gruppi principali, con la fuga della mattina lepre designata con un’azione che è andata a spegnersi a 65 chilometri dalla conclusioni.

Sagan e Cancelara hanno provato a dare un primo colpo a Orchies, riportandosi a 35” dalla vetta della corsa in vista del settore di Mons-en-Pévèle. Ottima prova di Puccio e Moscon, in forze al Team Sky a lavorare nel primo gruppo per i capitani di giornata. Proprio i due italiani, però, sono stati vittime di cadute che hanno coinvolto i loro compagni e sembravano aver rimesso in corsa gli inseguitori.

Su Mons-en-Pévèle la caduta decisiva: Cancellara è scivolato su un tratto di fango, Sagan è riuscito a saltarlo ma il gruppetto di cui facevano parte non hanno superato lo svizzero. Sagan si è trovato a oltre 1′ dai primi e senza il supporto dello svizzero non è più riuscito a recuperare. Da qui in avanti il gruppo di testa si è ridotto a 7 unità: Boonen, Stannard, Vanmarcke, Boasson Hagen, Hayman, Saramotins (Iam Cycling) ed Erviti (Movistar). Su questi uomini si sono poi riportati Rowe, Haussler e Sieberg.

In attesa del Carrefour de l’Arbre sono andati di comune accordo, mantenendo vantaggio sugli inseguitori. A Camphin-en-Pévèle c’è stata una prima selezione, sul Carrefour quella decisiva: Vanmarcke ha attaccato deciso all’ingresso del settore simbolo della corsa prendendo 50 metri di vantaggio. Boonen, Stannard e Boasson Hagen sono riusciti a tenerlo in vista, si sono dati cambi costanti e sono rientrato sul belga. Con loro anche Mathew Hayman, che era rimasto pochi metri più indietro guardingo.

Gli ultimi 10 chilometri non hanno risolto la corsa. Vanmarcke ripreso, poche gambe per tutti e l’incertezza della volata incombente: a turno i battistrada hanno provato a scattare ma l’attacco giusto è mancato. Mathew Hayman ha portato via un attacco con Boonen nell’ultimo chilometro e ormai in vista del velodromo. Vanmarcke è rientrato quando la coppia di testa era ormai in pista, Boasson Hagen e Stannard, invece, sulla penultima curva. Proprio l’inglese ha lanciato la volata ma Hayman, in testa, ha risposto prontamente e ha preso la leadership: nessuno l’ha più superato fino alla linea del traguardo dove si è imposto con una bicicletta di margine su Boonen e Stannard con Vanmarcke ai piedi del podio e Boasson Hagen quinto ad una decina di secondi. 

Per Hayman, alla 16esima partecipazione, si tratta del secondo successo in carriera e del primo in una Classica Monumento. Una corsa da leggenda, con Boonen che ha fatto selezione assieme alla squadra ad oltre 100 chilometri dal traguardo. Il belga, re del pavé, ha accarezzato il sogno della quinta Roubaix sfuggitogli solamente in volata. Non si è mai arreso e ha combattuto fino all’ultimo metro per raggiungere la cinquina.

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Twitter: Santo_Gianluca

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