Nuoto: “strana” Pellegrini, le staffette ritrovate e la volata dei 100 rana

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RICCIONE – Assoluti, day 4: il botto di Federica Pellegrini non arriva, ma la Divina fa comunque parlare di sé per un approccio alla gara totalmente diverso dal consueto. Probabilmente anche involontario, perché l’atteso passaggio a 56”2 diventa un 55”73 che è secondo nella sua carriera dietro solo al 55”60 dell’oro mondiale gommato di Roma 2009 (con record tuttora imbattuto) e, logicamente, negli ultimi 20-30 metri non ne ha più per spingere come vorrebbe.

Tattica o improvvisazione? Un interessante mix. Perché la strategia non era affatto quella, per chi ha costruito una vita intera sulle accelerazioni letali nell’ultimo 50, e perché il lavoro sulla velocità impostato a partire dal settembre 2014 con Matteo Giunta sta premiando anche più del previsto. Dal miglior tempo italiano in tessuto di mercoledì (53”78) allo strano ma soddisfacente 1’55”30 di oggi il passo è breve. Brevissimo. Vedremo cosa riserverà il futuro. Una cosa è certa: dovesse aggiungere la resistenza al 55”73 della prima metà dei 200 sl odierni, anche Katie Ledecky avrebbe di che preoccuparsi.

Intanto un sottosegretario del Coni, Luca Lotti, si lascia sfuggire nell’ambito della proclamazione di Martina Caironi portabandiera paralimpica che proprio Federica Pellegrini porterà il tricolore a Rio 2016. L’ennesima voce che conferma quel segreto di pulcinella che verrà ufficializzato in pompa magna da Giovanni Malagò mercoledì prossimo. Un altro titolo in una giornata avara di emozioni mondiali, ma nella quale si riscattano le staffette (in forma le duecentiste, quattro sotto i due minuti oltre a Fede; in ripresa i velocisti con la 4×100 mista lanciata) e si spiana la strada per un 100 rana femminile rapido e combattivo. Perché quando c’è concorrenza interna il settore non fa che crescere.

1’58”71 Alice Mizzau, 1’59”33 Martina De Memme, 1’59”52 Stefania Pirozzi e 1’59”74 di Erica Musso. Nulla di sensazionale – l’anno scorso furono due 1’57” e altrettanti 1’58”, senza il maxi traino di Federica Pellegrini – ma, comunque, un segnale incoraggiante per provare a difendere l’argento mondiale di Kazan in una specialità che, alla fin fine, di contender per le medaglie non ha poi mica troppe. Servirà una vera e propria impresa, invece, alla 4×100 sl maschile, che dopo il record italiano di Luca Dotto (47”96) timbrato ieri, riscatta parzialmente le nubi di martedì con i tempi lanciati di Luca Leonardi (48”51) e Filippo Magnini (48”49). Sorride anche la mista, che si coccola il 50”68 – sempre lanciato – di Matteo Rivolta.

Consigli per il sabato? I 200 sl maschili, la cui staffetta naviga invece in un mare d’incertezza, e, come detto, i 100 rana rosa, con la capofila Martina Carraro (vicina al record italiano oggi nei 50), la rientrante Arianna Castiglioni (in forma nonostante il recente infortunio), la ritrovata Lisa Fissneider (che andrà agli Europei nei 200) e la sorniona Ilaria Scarcella. Ci si può divertire, per chiudere al meglio un Campionato che finora conta otto qualificati individuali per Rio 2016. Ne arriveranno altri?

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Fin/DeepBlueMedia

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