Nuoto: Horton-Paltrinieri amici rivali verso Rio 2016. Martedì la risposta dell’azzurro?

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Ci sarà tempo per parlare dell’esplosione firmata 47”04 di Cameron McEvoy, della tendenza tutta australiana di volare ai Trials primaverili nella gara regina per poi fallire l’impatto psicologico con le Olimpiadi (ricordate Sullivan nel 2008 e Magnussen nel 2012?), della sfida a colpi di (quasi) record tra le sorelle Cate e Bronte Campbell, di un’Emma McKeon il cui 1’54” nei 200 sl finisce quasi nel dimenticatoio, della coppia a pancia in su Emily Seebohm-Mitchell Larkin che prepara grandi cose verso Rio 2016, del fallimento post infortunio di The Missile James Magnussen – qualificato solo in staffetta – e di quello post ritiro di The Machine Grant Hackett, fuori dalla squadra per i Giochi e, a 35 anni, anche dall’agonismo. Ci sarà tempo, sì, ma oggi la copertina è dedicata tutta a Mack Horton.

Tra pochi giorni – il 25 aprile – compirà 20 anni. E’ un talento che non si può definire predestinato perché, in un panorama acquatico in cui ci sono 15enni da oro olimpico come Ruta Meilutyte, un solo bronzo mondiale tra i grandi – per di più in una specialità, gli 800 stile libero, che a Rio non verrà disputata – non è sufficiente per tentare paragoni azzardati. Ma Mack Horton ha la stoffa e la grinta giuste. Senza la prima non si spiegherebbero il 3’41”65 (400 sl) e il 14’39”54 (1500 sl) nuotati questa settimana ai Trials di Adelaide, senza la seconda difficilmente si sarebbe rialzato dopo il flop di Kazan, in cui un dolore alla spalla ne limitò abbondantemente le prestazioni esaltando invece Sun Yang, Gregorio Paltrinieri e James Guy.

Sia chiaro: non ha ancora vinto niente. Anche l’anno scorso, di questi tempi, prometteva scintille mai confermate anche a causa del già citato infortunio. Ma verso Rio 2016 Mack Horton fa paura perché sembra poter avere ancora margini di miglioramento, come del resto Greg nel 2014 quando – alla sua età di adesso – dominava gli Europei di Berlino in coppia con il gemello Gabriele Detti. Horton, Paltrinieri, Detti: ecco il trio magico dei 1500 sl olimpici cui da oggi aspira anche un altro australiano, il 21enne Jack McLoughlin da 14’48”60. Con il solito dubbio che permane ormai dalla finale degli ultimi Mondiali – il misterioso cinese si paleserà o no nella gara di cui è campione in carica? – e che neanche i Trials di Foshua hanno saputo risolvere, si aprono prospettive interessanti per un potenziale podio tutto gioventù, scherzi e sorrisi.

Paltrinieri e Detti sono legati da sempre nella banda di Stefano Morini, condividono quotidianamente chilometri in vasca e relax a Formia, Horton e lo stesso Paltrinieri si sono allenati insieme dall’altra parte del globo nell’autunno 2014 e il feeling è ottimo. La medaglia più importante, quella che vale una carriera intera, è però solo una. Al momento l’australiano è in testa ai ranking stagionali e, soprattutto, ha timbrato un tempo che l’emiliano non ha mai nuotato in carriera. Il suo record europeo dista infatti 13/100 da quello stabilito poche ora fa, il secondo di sempre nella storia aussie dietro al 14’34”56 che nel 2001 valse ad Hackett il primato del mondo poi abbassato da Sun Yang fino a 14’31”02 a Londra 2012.

Adesso Mack Horton potrà godersi qualche giorno di riposo, pienamente meritato, con la testa divisa esattamente a metà tra 400 e 1500 sl. Gregorio Paltrinieri, che ha iniziato la sua stagione in lunga lo scorso marzo al Trofeo Città di Milano con un incredibile 14’40”61 dopo il WR in corta di dicembre, è invece atteso a breve dal suo primo picco dell’anno. Gli Assoluti di Riccione sono in programma dal 19 al 23 aprile: martedì si comincia proprio con il mezzofondo maschile. Quale sarà la risposta di Greg all’amico canguro?

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Mack Horton

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