Nuoto: Federica Pellegrini può ancora pensare di poter battere Ledecky e lottare per l’oro?

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Nominata portabandiera della spedizione azzurra per i XXXI Giochi Olimpici di Rio e reduce dagli ottimi Assoluti di Riccione che l’hanno vista protagonista nei 100 e 200 stile libero, Federica Pellegrini affronterà questi ultimi 3 mesi di preparazione, in vista dell’appuntamento a 5 cerchi, con grande fiducia ed ottimismo. L’essere il punto di riferimento dello sport italiano in Brasile sarà una responsabilità ulteriore per la “Divina” che avrà gli occhi del mondo intero non solo per le sue gare ma anche nella Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi.

Venendo al darsi in vasca, il 2016 di Federica è stato all’insegna della novità: mai così veloce in primavera nei 200 metri (1’55″30 e quarta prestazione mondiale dell’anno) e record italiano in tessuto nei 100 in 53″78. Miglioramenti nella velocità pura che si sono confermati anche nel corso della Coppa Brema, in vasca corta, con il nuovo primato italiano portato a 52″17. Riscontri cronometrici che palesano la volontà della Pellegrini e del suo allenatore Matteo Giunta di velocizzare il proprio incedere in acqua per essere a livello delle altre nel passaggio di metà gara (clicca qui per saperne di più). Un obiettivo su cui l’azzurra sta lavorando duramente ed i frutti già si vedono. La finale degli Assoluti, infatti, ha mostrato una Federica aggressiva come non mai nelle prime due vasche, probabilmente anche troppo, con un tempo ai 100m di 55″73, sui livelli del record del mondo di Roma 2009. Un modo per mettersi alla prova ed abbattere il muro del 1’55.

Tentativo non andato a buon fine che però piace per l’atteggiamento ed ispira fiducia in vista dell’appuntamento in Brasile dove, con questa voglia di migliorarsi, nessun traguardo è precluso in partenza. Riuscirà, dunque, la ragazza di Spinea a lottare per l’oro con Katie Ledecky, autrice del miglior tempo dell’anno in 1’54″43?

Difficile da dire ma sicuramente il fenomeno stelle e strisce, che punta a fare incetta di ori nelle distanze dello stile libero (200-400-800) ed irrompere anche nei misti, è la favorita numero 1. A differenza delle altre avversarie della Pellegrini, l’interpretazione dei 200m della Ledecky è simile all’italiana. Un passaggio ai 100 di 56″19 e un ritorno spaventoso nelle altre due vasche le hanno permesso di siglare il crono citato, ancora inavvicinabile per le altre, nella tappa di Austin degli Arena Pro Swim Series di gennaio. In più, con i Trials americani non ancora entrati in scena (26 giugno – 3 luglio), Katie potrebbe ulteriormente migliorare questo crono e allora davvero si farebbe dura per tutte. Se invece gli standard dovessero mantenersi sul 1’54” la partita sarebbe aperta e in una gara così tesa, tutto potrebbe accadere. Pellegrini, Sarah Sjöström,, Emma McKeon o forse anche Missy Franklin e la rientrante Allison Schmitt (campionessa olimpica in carica di Londra 2012)  saranno protagoniste di una delle finali più attese dei Giochi e chissà se Federica sarà in grado di rivivere le emozioni uniche di Pechino 2008. Sognare non costa nulla e, per il momento, immaginando un epilogo simile, torniamo a quella gara palpitante che regalò il primo ed unico oro olimpico alla “Divina”, sperando che sia di buon auspicio per il prossimo futuro.

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Foto: fonte DeepblueMedia

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