Liegi-Bastogne-Liegi 2016: Wout, è il tuo giorno! Poels si prende la Doyenne

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Sottovalutato, sempre. Oggi Wout Poels ha conquistato il successo più importante, fino ad ora, della carriera conquistando l’edizione numero 102 della Liegi-Bastogne-Liegi. Una corsa particolare, influenzata dal meteo e dalla neve oltre che dal pavé inserito all’interno degli ultimi 5 chilometri con la côte de la Rue Naniot sulla quale è nata l’azione decisiva. 

Partenza veloce nei primi chilometri, ma la fuga è partita dopo pochi chilometri. Ad attaccare sono stati Alessandro De Marchi (BMC), Paolo Tiralongo (Astana), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Nicolas Edet (Cofidis), Pavel Brutt (Tinkoff), Jérémy Roy (FDJ) e Cesare Benedetti (Bora-Argon 18). Il loro margine non è decollato subito ma dopo qualche chilometro di tira e molla il gruppo ha lasciato andare la fuga anche a causa del brutto tempo. Sulla corsa, infatti, si è abbattuta una fitta nevicata che ha costretto gli organizzatori a cambiare il percorso tra i 45esimo e il 75esimo chilometro, pur mantenendo intatto lo spirito sportivo della gara.

Il vantaggio de fuggiti, sulle prime côte, è salito e si è stabilizzato sui 9. In gruppo Etixx-QuickStep e sopratutto Movistar hanno condotto le danze per lunghi chilometri. La corsa è stata sferzata a più riprese dalla neve, incostante ma sempre presente nell’arco di una gara che ha regalato pochi sussulti dal punto di vista sportivo. Il gruppo ha mantenuto controllato il vantaggio dei fuggitivi, con Thomas Voeckler (Direct Energie) ha provato a scattare dal gruppo a poco più di 50 chilometri dal traguardo senza mai però prendere un vantaggio consistente.

Sulla Côte de La Redoute, a 38 dal traguardo, scatto di Edet tra i fuggitivi: l’unico in grado di seguirlo è stato De Marchi che si è riportato in progressione sulla ruota posteriore del francese sotto un a nuova nevicata. Il gruppo, sempre guidato dalla Movistar, si è portato a meno di un minuto in cima a questa côtes, sostanzialmente inutile in ottica vittoria finale per l’attendismo nel gruppo dei big.

Superata indenne la Redoute, stesso discorso anche per la Roche-aux-Faucons a 20 chilometri dal traguardo. Dopo essersi riportato sui fuggitivi il gruppo ha percorso la salita compatto con la Etixx-QuickStep in testa. In cima, attacco del redivivo Carlos Alberto Betancur (Movistar): il colombiano, dopo un paio d’anni difficili passati in condizioni fisiche poco adatte ad un corridore, è tornato a far parlare di sé per le prestazioni guadagnando subito una ventina di secondi sul gruppo, sempre martoriato dalla neve. A 15 chilometri dall’arrivo il suo attacco è stato neutralizzato.

Come negli ultimi due anni, gruppo compatto sulla côte de Saint-Nicolas, la salita degli italiani. Primo attacco di Betancur, che si è fermato quando nessuno l’ha seguito, poi è partito Romain Bardet (AG2R). Lesto, sulla sua ruota, l’azzurro Diego Rosa (Astana). Quando l’azione del francese si è spenta, Rosa ha accelerato nuovamente con Ilnur Zakarin (Katusha) mentre Nibali si staccava. 

La coppia al comando non ha mai preso vantaggio ed è stata riassorbita prima della côte de la Rue Naniot, ultima asperità di giornata prima dell’arrivo con fondo stradale in pavé. Qui è stato Michael Albasini (Orica-GreenEDGE) a rompere gli indugi, seguito da Rui Costa (Lampre-Merida), Samuel Sanchez (BMC) e Wout Poels (Team Sky). Senza gregari rimasti in gruppo, il quartetto si è involato verso Ans per giocarsi la vittoria sulla salita finale. 

All’ultimo chilometro Albasini ha allungato nuovamente e i compagni d’avventura hanno faticato a rispondere ma non è successo nulla di concreto per scongiurare il pericolo della volata. . Poels, parso freschissimo all’interno dell’ultimo chilometro, ha lanciato la volata poco dopo la curva finale: Albasini ha solo provato ad uscire di ruota senza però impensierire l’olandese. L’australiano ha comunque chiuso in seconda posizione con Rui Costa terzo e Sanchez ai piedi del podio.

Per il Team Sky si tratta del primo successo in una classica monumento, con l’Olanda che è tornata a vincere la Liegi quasi 30 anni dopo Adrie Van Der Poel, impostosi nel 1988. Dopo una carriera spesso troppo in ombra, questa è stata una dimostrazione del potenziale di un atleta che a 28 anni si è scoperto capace di vincere la Liegi. Un successo non a sorpresa, per le prestazioni dell’ultimo periodo con il quarto posto alla Freccia Vallone.

Il gruppo è stato anticipato ancora da Zakarin, quinto, seguito da Barguil (Giant-Alpecin), Kreuziger (Tinkoff), Rodriguez (Katusha), Mollema (Trek Segafredo) e Diego Rosa (Astana), decimo dopo un finale all’attacco. Undicesimo Enrico Gasparotto (Wanty – Groupe Gobert) mentre Alejandro Valverde (Movistar) ha chiuso 16esimo nonostante i favori del pronostico.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Team Sky

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