Liegi-Bastogne-Liegi 2016: la neve cambia le carte in tavola, vince la noia e gioisce Poels

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Se alla vigilia la Liegi-Bastogne-Liegi 2016 sembrava scritta, con la quarta vittoria di Valverde scenario quasi annunciato, la 102esima edizione della Doyenne ha regalato sorprese dal punto di vista sportivo. 

Il merito, o la colpa, vanno attribuiti alla neve e al freddo. Nonostante il gruppo sia arrivato compatto agli ultimissimi chilometri, è bastata una sola azione per fare la differenza, segno della scarsa brillantezza dei corridori presenti nel drappello di testa. Certo, lo spettacolo, nonostante alcune immagini da tregenda con i corridori avvolti da una vera e propria tormenta, è mancato. La tendenza di aspettare le ultime salite alla Liegi, già decisamente forte nelle ultime stagioni, è stata rafforzata dalla scelta dell’organizzazione di introdurre un’ulteriore côte in pavé tra il Saint Nicolas e l’arrivo di Ans. Redoute e Roche-aux-Faucons sono state bypassate dalla lotta per la vittoria, esplosa solo nei 5 chilometri finali.

Sono mancati tutti i favoriti della vigilia. Alejando Valverde, dopo aver fatto lavorare la squadra per gran parte della giornata, è mancato nelle fasi concitate, la coppia Etixx-QuickStep formata da Julian Alaphilippe e Dan Martin, con la formazione belga spesso davanti a tutti negli ultimi 25 chilometri, è evaporata nello stesso modo. Alla fine, Valverde si è trovato ad affrontare la côte d’Ans in testa, con quattro uomini davanti e una ventina a ruota. Risultato? È naufragato senza davvero provare a rientrare, forse rimasto senza gambe al termine di una giornata lunghissima.

I quattro atleti arrivati a giocarsi il successo, in ogni caso, non possono essere considerate sorprese. Samu Sanchez (BMC) è stato campione olimpico e ha chiuso al sesto posto la Freccia Vallone. Negli ultimi anni della carriera si è sempre disimpegnato bene nelle classiche più impegnative e in particolare ne Il Lombardia, ma lasciato libero di giocarsi le proprie carte ha colto l’azione giusta per cogliere un ottimo quarto posto.

Non ha bisogno di presentazioni Rui Costa, campione del mondo a Firenze 2013. Con questo meteo è sempre andato bene e già lo scorso anno il portoghese della Lampre-Merida aveva chiuso quarto. Rammarico per Michael Albasini, parso il più forte nel finale. Forse ha speso troppe energie, conscio della possibilità di giocarsi le sue carte in volata.

L’australiano dell’Orica-GreenEDGE, però, non aveva fatto i conti con Wouter Poels. Da quando ha attaccato ha studiato ogni movimento, si è nascosto e ha dato i cambi necessari per non affossare l’azione. Già all’inizio della salita di Ans si è tolto i guanti palesando una lucidità invidiabile dopo una giornata tremenda. Da lì in avanti è stato perfetto, lanciando una volata lunga in cui ha fatto valere le gambe in uno scontro che sulla carta vedeva favoriti gli avversari. Prima Classica monumento per lui e prima anche per il Team Sky: l’ennesimo obiettivo raggiunto dallo squadrone inglese. 

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Team Sky

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