Giro d’Italia 2016: il percorso e le 21 tappe. Varietà tra crono, salite e trabocchetti

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Vincenzo Nibali


Sale la temperatura. A poco più di 10 giorni dall’inizio della Corsa Rosa, cresce la febbre da Giro d’Italia. Archiviate con la Liegi-Bastogne-Liegi di ieri le grandi Classiche, il grande ciclismo sposta la sua attenzione sulle corse di tre settimane, proprio con il Giro a canalizzare l’attenzione del pubblico dal 6 al 29 maggio.

6 maggio, prima tappa: Apeldoorn – Apeldoorn, 9,8 km, cronometro individuale 
Completamente pianeggiante, sarà resa insidiosa dalle curve e dalla necessità di rilanciare continuamente l’azione. Breve ma non ininfluente, esordio a tutta anche per i big della classifica generale per non perdere terreno dai diretti avversari.

7 maggio, seconda tappa: Arnhem – Nijmegen, 190 km
La Carovana resta in Olanda per la seconda frazione. Nonostante un GPM di quarta categoria a 40 chilometri dalla conclusione dovrebbe essere un vero e proprio festival per i velocisti. Negli ultimi chilometri strada senza particolari curve che dovrebbe favorire una volata ad alte velocità.

8 maggio, terza tappa: Nijmegen – Arnhem, 190 km
Sempre i velocisti chiamati all’opera. Anche in questo caso un Gpm che non dovrebbe influenzare la corsa. Finale in circuito con due giri da 14 chilometri.

Riposo

10 maggio, quarta tappa: Catanzaro – Praia a Mare, 200 km
Si torna in Italia e, dopo un giorno di riposo forzato, si ricomincia dalla Calabria. Tappa mossa e nervosa che potrebbe favorire le fughe, ma occhi aperti anche per i big. Due soli i Gpm nella fase centrale (di terza categoria) ma gli ultimi 25 chilometri sono una vera e propria montagna russa. Vietato distrarsi, sarà il primo vero banco di prova anche per le squadre.

11 maggio, quinta tappa: Praia a Mare – Benevento, 233 km
Si allungano le tappe e si supera abbondantemente il muro dei 200. L’unica ascesa ufficiale sarà quella di Fortino nei primi chilometri, dove probabilmente si deciderà la fuga. Da lì in poi tanta salita e tanta discesa in una frazione sfiancante. Considerando lunghezza e durezza, una fuga corposa potrebbe prendere margine e arrivare fino al traguardo. L’ultimo chilometro in pavé presenta una leggera salita al 4%.

12 maggio, sesta tappa: Ponte – Roccaraso, 157 km
Finalmente il primo arrivo in salita. Già per questo non va sottovalutata, ma sarà una giornata molto impegnativa. Tappa breve, 20 chilometri di pianura poi una salita infinita, la Bocca Selva. Quasi 18 chilometri, pendenze che si mantengono tra il 6 e il 7 per cento, con un tratto di respiro solo nella fase centrale. Dopo la discesa una cinquantina di chilometri facili prima di un falsopiano che conduce all’ascesa finale. Pendenze non eccessive, anche qui 6-7 per una salita a gradoni. L’ultimo chilometro presenta una pendenza dell’8%.

13 maggio, settima tappa: Sulmona – Foligno, 211 km
Tappa per velocisti? Il finale strizza l’occhio agli uomini veloci ma a 40 dall’arrivo il valico della Somma potrebbe mescolare le carte. Se affrontato a velocità regolare, complici le scarse pendenza, non dovrebbe creare noie ma a velocità sostenuta può fare male agli sprinter.

14 maggio, ottava tappa: Foligno – Arezzo, 186 km
Torna lo sterrato al Giro d’Italia anche se per pochi chilometri. La prima parte di tappa non presenta difficoltà ma a 25 dalla conclusione il colpo di scena. La strada comincia a salire e si esce dalla sede asfaltata. La prima parte dell’Alpe di Poti presenta le pendenze più importanti, sempre prossime al 10%. La massima, del 14, si toccherà appena arrivati sullo sterrato. La salita misura 10 chilometri, poi discesa e pianura fino all’ultimo chilometro. Qui altra rasoiata oltre il 10% e finale tutto in leggera salita per una possibile volata tra i big. Serviranno le gambe.

15 maggio, nona tappa: Chianti Classico Stage, 40.4 km, cronometro individuale
Primo spartiacque nella lotta per la maglia rosa. Una cronometro individuale lunga e impegnativa, nervosa sia dal punto di vista altimetrico che planimetrico. La prima parte di gara non presenta salite vere ma non ci sarà mai vera e propria pianura nell’arco di tutto il percorso. Nel finale 5 chilometri di salita: pendenze che arrivano al 5% e vetta a 7 chilometri dal traguardo, tutti in discesa.

Riposo

17 maggio, decima tappa: Campi Bisenzio – Sestola, 219 km
Partenza dai pressi di Firenze per una tappa lunga e impegnativa. Salite sin dai primi chilometri con Passo della Collana e Pietracolora che dovrebbero definire la fuga di giornata. Nella fase centrale percorso mosso e senza respiro fino a 35 chilometri dal traguardo. Qui inizia la salita di Pian di Falco. Cinque chilometri impegnativi, poi spiana ma nel finale torna a tirare. Quattro chilometri al 9% prima dello scollinamento e della discesa che porta ai piedi della salita di Sestola, 7 chilometri al 5% verso il traguardo.

18 maggio, undicesima tappa: Modena – Asolo, 227 km
Altra frazione lunghissima. Dopo i 219 km del giorno precedente si sale a 227 pur con minori difficoltà altimetriche. I primi 205 chilometri sono totalmente piatti, poi nel finale continue salite e discese brevi ma impegnative. Difficile pensare ad una volata di gruppo, più probabile l’arrivo di un gruppetto ridotto in base a come si affronterà la corsa.

19 maggio, dodicesima tappa: Noale – Bibione 182 km
Giornata di trasferimento. Nessuna difficoltà altimetrica per un percorso che non sale mai sopra i 38 metri sul livello del mare. Finale tortuoso e ultima curva secca verso destra a circa 300 metri dal traguardo. Ultimi chilometri da studiare per riuscire in una volata vincente.

20 maggio, tredicesima tappa: Palmanova – Cividale del Friuli, 170 km
Le salite si fanno sempre più impegnative. Tappa che potrebbe essere favorevole alle fughe con le salite di Montemaggiore (prima cat.) e Crai (seconda cat.) negli 80 chilometri iniziali. A 40 dal traguardo inizia la salita di Cima Porzus, 8 chilometri al 9% con massime al 16. Poi discesa e ancora salita: l’ascesa di Valle (6 chilometri oltre l’8% di pendenza media) termina a 15 dall’arrivo. Gli ultimi 7 in pianura dopo una prima fase di discesa.

21 maggio, quattordicesima tappa: Alpago-Corvara, 210 km
Manca l’arrivo in salita ma è un vero e proprio tappone. Si comincia con il Passo Pordoi, poi Passo Sella, Passo Gardena e Passo Campolungo in rapida successione. Discesa e un breve tratto agevole a preceder il Passo Giau: 10 chilometri che non scendono mai sotto il 9% di pendenza. La vetta è a 42 chilometri dalla conclusione. Il Passo Valparola (11 chilometri che si mantengono sul 6-7%) sarà l’ultima vera salita prima della picchiata verso il traguardo. Prima, però, il Muro del Gatto per 360 metri con pendenze fino al 19%. Da qui mancheranno 5 chilometri al traguardo.

22 maggio, quindicesima tappa: Castelrotto – Alpe di Siusi, 10,8 km, cronometro individuale
Una scalata pura e semplice. Si parte e si arriva con la strada che sale, costante, all’8%. Per gli uomini di classifica giornata fondamentale. Su questo percorso chi ha la migliore condizione può fare la differenza rispetto agli avversari.

Riposo

24 maggio, sedicesima tappa: Bressanone – Andalo, 133 km
Tappa sprint dopo il giorno di riposo. Ancora salita con il Passo della Mendola a metà gara seguito da una lunghissima discesa verso la salita di Fai della Paganella (10 km costanti all’8%): scollinamento a 9 dall’arrivo. Breve discesa poi ancora salita verso il traguardo. L’ultima ascesa è di circa 3 km al 6%, mentre l’ultimo chilometro è in piano.

25 maggio, diciassettesima tappa: Molveno – Cassano d’Adda, 196 km
Giornata quasi di riposo. Le uniche difficoltà sono ad inizio gara, poi un lungo piattone verso una volata che sembra scontata. Ultima curva, 90° a destra, a 500 metri dalla linea d’arrivo.

26 maggio, diciottesima tappa: Muggiò – Pinerolo, 244 km
La giornata più lunga del Giro. Partenza brianzola e 215 km pianeggianti. Qui il Pramartino, con sommità a 20 dall’arrivo. Sono 4 chilometri e 600 metri di salita al 10% di media, con le rampe più agevoli (attorno all’8) solo nella fase iniziale. A metà punte del 17%. A due chilometri dal traguardo altro strappo: 500 metri durissimi con pendenza media del 13% e una massima addirittura del 20. Possibile anche vedere i big impegnati nel finale, insidioso anche a causa del chilometraggio.

27 maggio, diciannovesima tappa: Pinerolo – Risoul, 162 km
Giornata breve ma intensa. La prima parte della tappa è caratterizzata dalla salita del Colle dell’Agnello, infinita. Gli ultimi 10 chilometri sono i più impegnativi, con pendenze quasi sempre superiori al 10% che si spingono fino al 15. Con i suoi 2744 metri sarà la Cima Coppi del Giro: dopo lo scollinamento si entrerà in territorio francese per andare verso la salita di Risuol, 13 chilometri pedalabili ma sempre più impegnativi andando verso l’arrivo posto in vetta.

28 maggio, ventesima tappa: Guillestre – Sant’Anna di Vinadio, 134 km
Si resta per 123 chilometri e tre salite in Francia per tornare nel Bel Paese nel finale di questo autentico tappone. Col de Vars e Col de la Bonette caratterizzeranno la prima parte di gara. Due salite lunghe (18 e 22 chilometri) che precedono il Colle della Lombardia. Anche questa lunga, sono venti chilometri con le pendenze più impegnative nella prima e nell’ultima fase, dove si sta sul 9-10%. Discesa breve e poi ultimo strappo di due chilometri verso l’arrivo con pendenze sul 9-10% per definire la classifica nell’ultima vera possibilità per ribaltare la situazione.

29 maggio, ventunesima tappa: Cuneo – Torino, 163 km
Passerella classica con finale in un circuito da ripetere 8 volte. All’interno uno strappetto di 600 metri al 6% che potrebbe rendere meno scontato l’arrivo in volata. La salita termina a oltre 6 chilometri dal traguardo. E qui si concluderà il Giro d’Italia.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

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