F1: Ferrari già distante 50 punti dalla Mercedes. Il Mondiale è una chimera

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Siamo solo all’inizio del lungo percorso del Mondiale di F1 che si concluderà il 27 novembre, in quel di Abu Dhabi, e la battaglia per il titolo iridato sembra già aver preso una piega ben delineata, negativa per i colori della Ferrari. Nei primi due round stagionali, in Australia e Bahrain, la Mercedes ha conquistato due vittorie con Nico Rosberg, in vetta alla graduatoria con 50 punti, capeggiando anche la classifica dei costruttori con 83 punti e 50 lunghezze di vantaggio sulla Rossa.

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Una condizione senz’altro inattesa dalla Scuderia di Maranello che, grazie al progetto SF16-H, sperava di lottare fin dal primo appuntamento dell’Albert Park. Cosa non ha funzionato e quali sono le cause di questa situazione? Il modello rivoluzionario annunciato denuncia troppi problemi di affidabilità? Si è voluto correre un rischio troppo alto che non sta pagando allo stato attuale delle cose? Con che spirito si affronteranno i restanti GP?

Sono tante le domande che potremmo porre e le risposte sono date essenzialmente dalle prestazioni in pista. In questo momento la Ferrari, rispetto a 12 mesi fa, è sicuramente più veloce, anche sensibilmente, ma la potenzialità espressa dalla vettura non si riflette in termini di punti per l’inaffidabilità della stessa. Due ritiri a Melbourne ed a Sakhir rappresentano un handicap importante per le prospettive ambiziose del team. Al cospetto di una Mercedes, autentico carro armato del Circus, il Cavallino Rampante non è stato in grado di abbinare all’implementazione dell’aerodinamica e della power unit un’adeguata resistenza dei componenti. Già si parla di criticità nel motore turbo e di un componente nato male. Le cinque aree di intervento nelle quali i progettisti sono intervenuti stanno presentando gli ‘effetti collaterali’. Una macchina, forse, troppo spinta in cui il metodo “all-in” non sta premiando e la frustrazione di Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel è palpabile. “Sono frustrato, è brutto terminare una gara senza aver versato neanche una goccia di sudore” – il commento di Seb dopo il ritiro del Bahrain. Ora, nel terzo round stagionale in Cina c’è la possibilità di riscattarsi ma la possibilità di un’altra corsa andata in fumo potrebbe ripresentarsi. Prospettare una vittoria finale per la Ferrari appare una chimera ma starà a Maurizio Arrivabene e soci smentire quest’affermazione.

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