ESCLUSIVA Judo | Europei 2016, intervista ad Antonio Ciano: “Fiducioso per Kazan'”

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Alla vigilia dei Campionati Europei di judo 2016, in programma dal 21 al 24 aprile a Kazan’ (Russia), abbiamo intervistato il capitano della nazionale italiana, Antonio Ciano, riguardo la competizione continentale e non solo.

In questa prima parte del 2016 non sei riuscito ad ottenere i risultati sperati, ma i punti ottenuti in precedenza ti tengono ancora all’interno della zona qualificativa per Rio 2016. A cosa è dovuto questo calo?

Non solo in questa prima parte del 2016, anche alla fine della stagione scorsa ho chiuso allo stesso modo, cioè non brillante. Io do il meglio in ogni seduta di allenamento, non mi risparmio mai, ed a volte è proprio questo il mio problema: sprecare energie preziose prima e quindi andare in gara scarico e stanco. Nelle ultime competizioni ho cercato di centellinare gli allenamenti e in gara mi sentivo molto meglio e soprattutto più tranquillo, quindi sono fiducioso come sempre per Kazan’“.

Tra poco avranno inizio proprio i Campionati Europei di Kazan’. Come ti sei preparato all’appuntamento continentale?

Questo sarà il mio settimo ed ultimo Europeo senior, e come sempre penso che una competizione del genere non si prepara in sole tre settimane, quindi spero che il lavoro fatto in precedenza venga fuori al momento giusto“.

Come saprai, il francese Loïc Pietri, che ti aveva eliminato ai Mondiali di Astana, sarà assente per infortunio. Un avversario in meno oppure speravi di ritrovarlo per la rivincita? E quali sono gli avversari da tenere maggiormente d’occhio nella tua categoria?

Per me un avversario vale l’altro, ma chiaramente Pietri è un avversario in meno, era uno dei pretendenti al titolo. Per il momento siamo 1-1 negli scontri diretti, magari potessi andare in vantaggio nell’ultima gara…“.

Gli Europei saranno naturalmente uno dei tornei più importanti dell’anno, ma in questo 2016 rappresenteranno anche un passo verso i Giochi Olimpici. Qual è il tuo obiettivo per Kazan’?

La medaglia consentirebbe di prendere punti fondamentali per la ranking, quindi le due cose vanno di pari passo. In occasione dei miei primi Campionati Europei arrivai in finale, chissà che in quello finale non possa arrivare primo…“.

La squadra maschile italiana si presenterà a Kazan’ con nove atleti per le prove individuali più cinque per quella a squadre. Tu, che sei il capitano della squadra, cosa ne pensi di questa inversione di tendenza per quanto riguarda le convocazioni azzurre?

La squadra è molto omogenea, con giovani, meno giovani ed “esperti”, generazioni diverse ma con un solo obiettivo. Questo è molto bello. Per la gara a squadre io sono sempre stato favorevole: questo è uno sport individuale, ma con un animo di gruppo, e tante volte sono proprio i meno quotati, gli outsider della squadra, a fare le migliori prestazioni“.

L’Italia sta vivendo un momento di ricambio generazionale, con tanti giovani che si stanno mettendo in luce andando a “stuzzicare” atleti più esperti. Nella categoria 81 kg hai individuato qualche tuo possibile erede?

L’Italia avrà un ottimo ricambio generazionale e soprattutto nella categoria 81 kg. Se la contenderanno atleti che, dopo Rio 2016, dai 73 kg passeranno agli 81 kg e quelli già attualmente affermati in quest’ultima. Un erede? Mi verrebbe da dire Antonio Esposito, il più giovane (già campione italiano assoluto quest’anno proprio negli 81 kg), ma deve ancora lavorare ed affermarsi all’estero. Matteo Marconcini è più esperto ed ha già calpestato i tappeti internazionali. Poi ci sono lo stesso Massimiliano Carollo, Lorenzo Rigano della categoria junior ed infine Christian Parlati come fanalino di coda, ma occhio che ha i numeri“.

Parlando di competizioni continentali, molti appassionati si sono espressi contro i punteggi assegnati per i ranking e le qualificazioni olimpiche, visto che i Campionati d’Oceania valgono alla pari di quelli Europei o Asiatici. Gli atleti cosa ne pensano? È giusto dare a tutti i continenti pari valore?

Di questa cosa ne ho parlato con il gruppo. Ci sarebbero tante cose da dire sul fatto che non è giusto dare lo stesso “valore del punteggio” a tutti i continenti. Dico solo che la regola vuole che il punteggio deve essere dato in base alla difficoltà della competizione, come avviene per i Campionati Mondiali, i World Masters, ecc…“.

Hai compiuto da poco 35 anni, e cogliamo l’occasione per porti gli auguri da parte di tutta la redazione. La domanda, per uno sportivo, sorge spontanea: l’anno olimpico sarà il tuo ultimo nell’agonismo o andrai ancora avanti? Hai già qualche progetto per il futuro?

Vi ringrazio per gli auguri. Il limite non è la mia carta d’identità, ma sono i vari problemi che l’agonismo mi ha portato, quindi solo il fisico, mentre la passione per il judo agonistico non penso che andrà via facilmente. Vero è che nella mia vita, prima di entrare a far parte della famiglia Fiamme Gialle, ho fatto il cameriere, il paninaro, il guardiano, quindi anche lavori normali, ma spero di rimanere nell’ambito del judo, anche perché penso di aver imparato qualcosa in questi anni e, perché no, vorrei insegnarlo agli altri. Quindi non riesco a vedermi lontano dal tatami“.

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Immagine: Emanuele Di Feliciantonio

giulio.chinappi@oasport.it

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