Doping, il dott. Dario D’Ottavio sul caso meldonium: “Altre sostanze non inserite nella lista vietata. Il doping è diffuso ovunque”

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Il doping continua ad essere uno dei temi più discussi in ambito sportivo, soprattutto dopo il recente “caso meldonium”, che ha coinvolto numerosi atleti, soprattutto dell’Europa Orientale. Ne abbiamo parlato con il dottor Dario D’Ottavio, biochimico clinico già membro della CVD del Ministero della Salute (Commissione per la Vigilanza ed il controllo sul Doping e per la tutela della salute nelle attività sportive).

Nell’ultimo periodo, l’argomento che tiene banco in maniera di doping riguarda il meldonium. Di cosa si tratta esattamente?

Onestamente non ero a conoscenza di questo farmaco, riporto letteralmente la descrizione che se ne dà su Wikipedia: Il mildronato (nome commerciale meldonium) è un farmaco anti-ischemico che viene attualmente prodotto e commercializzato da Grindeks, una società farmaceutica con sede in Lettonia. È utilizzato nei paesi dell’Europa dell’est ed ex-sovietici per il trattamento dei disturbi cardiaci, ed è venduto online. Non è approvato dalla Food and Drug Administration per l’uso negli Stati Uniti. Da gennaio 2016 è stato inserito nella lista mondiale della Agenzia mondiale antidoping (WADA) delle sostanze proibite per l’uso da parte degli atleti“.

Gli studi sul meldonium non sono recenti, ma l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ha deciso di metterlo al bando solamente dal 1° gennaio 2016: come si spiega questa decisione?

Probabilmente perché a livello di monitoraggio è stata notato un notevole incremento dell’uso del farmaco, e comunque perché le sue caratteristiche corrispondono ai requisiti per l’inserimento nella lista vietata“.

L’uso del meldonium è diffuso soprattutto nei Paesi dell’Europa dell’est, ma esistono dei prodotti equivalenti o simili altrove? Ed esistono prodotti ancora legali dei quali si sospetta o si conosce l’effetto migliorativo sulle prestazioni sportive?

Certamente esistono altre sostanze anti-ischemiche, ed è noto che numerose molecole a carattere ergogenico (ogni fattore esterno in grado di determinare un miglioramento delle performance fisiche, ndr) non sono inserite nella lista vietata: vasodilatatori, ormoni tiroidei, etc… non aumentano la prestazione? Nel caso del meldonium, il problema è che la molecola non è “importante” tipo EPO, ormoni della crescita o anabolizzanti. Ma aveva ragione Gianni Benzi quando diceva che la lista non serve. La lista indirizzava gli atleti all’uso di altre sostanze non comprese, e di cui molte volte non se ne sapeva nulla in termini di tossicità, con ulteriori rischi. Bisognerebbe piuttosto vietare tutti i prodotti che non hanno utilità per la salute dell’atleta, senza la necessità di redigere una lista ad hoc“.

La WADA ha optato di recente per un’amnistia, in particolare per le positività al meldonium riscontrate nei mesi di gennaio e febbraio. Qual è la sua opinione su questa scelta? È davvero possibile che, se assunto nel dicembre 2015, il meldonium resti in circolo per due mesi?

Con la strumentazione attualmente a disposizione dei laboratori i limiti di rilevabilità delle sostanze si sono ulteriormente ridotti, per cui è possibile trovare tracce di metaboliti anche a distanza di alcuni mesi, dipende dalla molecola“.

La Russia è stata al centro dello scandalo meldonium ma anche di altri numerosi casi, tanto da essere stata sospesa da tutte le competizioni internazionali di atletica. Si può parlare di doping di stato, o è solo un fenomeno molto diffuso e generalizzato? 

Io penso che il fenomeno doping sia diffuso ovunque. È pur vero, però, che alcuni paesi adottano contromisure più restrittive di altri“.

I russi hanno respinto le accuse, affermando che sono invece i loro oppositori ad usare il doping come arma politica…

Non ho elementi per poter rispondere a questa domanda… Tutto è possibile“.

Se la Russia viene oramai considerata un esempio negativo in materia di lotta al doping, quali sono i Paesi virtuosi in quest’ambito? E l’Italia com’è messa da questo punto di vista?

Non mi pronuncio. Non condivido parecchi criteri utilizzati per definire e combattere il doping. Se non si parte da presupposti e a “mio parere” precisi, inutile stilare graduatorie. Non condivido il fatto di utilizzare come indice le percentuali di positività registrate“.

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giulio.chinappi@oasport.it

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