Atletica, Mondiali indoor 2016: due medagliate positive al meldonium

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Due atlete medagliate in occasione dei Campionati Mondiali indoor di atletica leggera 2016, che si sono tenuti a Portland (Oregon), sono risultate positive al meldonium. La rassegna iridata si è svolta nel mese di marzo, dunque, anche in base alle nuove direttive della WADA (Agenzia Mondiale Antidoping), le due atlete che hanno fallito il test rischiano la squalifica, con conseguente impossibilità a partecipare ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

La prima positività dichiarata è stata quella della rumena Elena Mirela Lavric, venticinque anni, medagliata di bronzo con la staffetta 4×400 metri della Romania. Intervistata da un sito sportivo del suo Paese, Dolce Sport, la specialista di 400 ed 800 metri ha dichiarato di aver assunto il farmaco su prescrizione medica nel 2015, quando era ancora permesso: “‘Sono una sportiva di alto livello, ho gareggiato per molti anni ad alto livello e ho fatto decine di buone prestazioni. Mi sono sempre sottoposta a controlli antidoping a livello internazionale e nazionale, non sono mai stata trovata positiva a nessuna sostanza; ho corso pulito, abbiamo praticato lo sport in maniera pulita. Come sapete, questo farmaco è un problema mondiale, l’ho usato ma solamente fino a dicembre del 2015. Mi è stato prescritto dopo diversi problemi, ovvero la mia sinusite e problemi cardiaci cronici; ho sempre utilizzato la prescrizione medica. Ora sono molto turbata e cerco di raccogliere le forze per andare avanti. Il meldonium è stato un farmaco che si poteva assumere fino a dicembre e l’ho usato a causa dei vari problemi che ho avuto“. Nel caso l’atleta dovesse essere squalificata, la Romania perderebbe il bronzo in favore della Nigeria.

Il secondo caso riguarda invece l’ucraina Anastasiya Mokhnyuk, altra atleta classe 1991, che aveva ottenuto la medaglia d’argento nel pentathlon alle spalle della canadese Brianne Theisen-Eaton, vincitrice grazie alla prova finale per soli 34 punti. Come molti atleti trovati positivi al meldonium, anche Mokhnyuk ha dichiarato di aver assunto la sostanza prima del 1° gennaio 2016, quando il farmaco non era ancora entrato nella lista nera della WADA. Se l’atleta dovesse essere squalificata, l’argento della gara di pentathlon andrebbe all’altra ucraina Alina Fyodorova, mentre la statunitense Barbara Nwaba recupererebbe il bronzo.

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giulio.chinappi@oasport.it

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