Amstel Gold Race 2016: Enrico Gasparotto torna a vincere, dedica a Demoitié

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Enrico Gasparotto torna a vincere. Quattro anni dopo fa sua l’Amstel Gold Race per la seconda volta in carriera. Doma il Cauberg, la sua salita, e vince in una volata a due senza storia. La dedica sul traguardo va al cielo e ad Antoine Demoitié, scomparso tre settimane in corsa.

Il primo sussulto nel tratto di trasferimento: Fabio Felline (Trek Segafredo) è caduto rovinosamente mentre sistemava il rilevatore di velocità sulla ruota anteriore (clicca QUI per il video) e si è dovuto ritirare con una frattura al naso. Nell’ora seguente si sono susseguiti diversi tentativi di fuga poco fortunati. L’azione buona è partita dopo quasi 40 chilometri e si sono avvantaggiati in 11: Matteo Bono (Lampre – Merida), Alex Howes (Cannondale), Laurent Didier (Trek – Segafredo), Laurens De Vreese (Astana), Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Kevin Reza (FDJ),  Tom Devriendt (Wanty – Groupe Gobert), Larry Warbasse (IAM Cycling), Fabien Grellier (Direct Energie), Josef Cerny (CCC Sprandi) e Giacomo Berlato (NIPPO – Fantini).

Il loro margine non è mai decollato con l’Orica-GreenEDGE a mantenere il distacco sui 5′. A dare manforte alla squadra sudafricana anche il Team Sky: la prima per Michael Matthews, la seconda per Michal Kwiatkowski, rispettivamente terzo e primo lo scorso anno.

Nei successivi chilometri non è successo granché nonostante il susseguirsi di cotes lungo il percorso. Il gruppo ha mantenuto sotto controllo la fuga. Ad una sessantina di chilometri dall’arrivo è partito un contrattacco formato da Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), Tosh Van der Sande (Lotto-Soudal), Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo) e Bjorn Thurau (Wanty Groupe Gobert). Anche in questo caso il gruppo si è limitato a controllare fino ad andare a riprenderli a 30 chilometri dalla conclusione sul Keutenberg, mentre al comando erano rimasti solo Warbasse, Grellier, Matteo Bono, De Vreese, Matteo Montaguti e Howes con un minuto scarso di vantaggio. 

Il tentativo si è esaurito definitivamente al penultimo passaggio sul traguardo anche a causa di un attacco portato da Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo) sul Cauberg. Anche lui, però, è stato riassorbito dal gruppo. L’azione buona è arrivata in cima al Bemelerberg, con Tim Wellens (Lotto-Soudal) che è partito in contropiede prendendo subito vantaggio su un gruppo ridotto ad una quarantina di unità. Il Caberg ha respinto anche lui e i big si sono dati battaglia.

Antoine Demoitie. Questo il nome che risuonava nella testa di Enrico Gasparotto quando è partito, ormai nella seconda metà della cote finale. Un attacco deciso, secco. Arrivata da parte di un atleta che aveva già vinto questa corsa e che aveva la motivazione di vincere per il compagno di squadra morto dopo una caduta alla Gand-Wevelgem.

Enrico ha attaccato e ha dato sin da subito l’impressione di poter fare la differenza. L’unico a rimanere con lui è stato il danese Michael Valgren (Tinkoff): giovane e inesperto, non è stato in grado di opporsi all’azzurro che ha vinto con margine. Alle loro spalle, il più lesto in gruppo è stato Sonny Colbrelli (Bardiani Csf), finalmente capace di dimostrare il proprio valore anche in questo genere di corse che fino ad ora, per un motivo o per l’altro, l’avevano sempre respinto. Quarta posizione per Bryan Coquard (Direct Energie) mentre Michael Matthews, il grande favorito della vigilia, ha chiuso solo al quinto posto. L’Italia ha monopolizzato la top 10 con Diego Ulissi (Lampre-Merida) e Giovanni Visconti (Movistar) in settima e ottava posizione dietro Julian Alaphilippe.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: fotogramma

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