Tirreno-Adriatico 2016, sesta tappa: quattro salite per ribaltare la corsa e spegnere le polemiche

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Una giornata di fuoco alle spalle, con l’annullamento del Monte San Vicino e una una tappa per provare a ribaltare la classifica prima della cronometro di domani. Un’impresa quasi disperata, ma necessaria per permettere agli scalatori di sognare.

210 chilometri da Castelraimondo a Cepagatti, quattro salite nella parte finale e tanta voglia di fare potrebbero cambiare il volto di una frazione che, quantomeno inizialmente, sembrava strizzare l’occhio ai velocisti capaci di resistere in salita. L’unico vero GPM si trova dopo soli 27 chilometri ma sarà ininfluente ai fini del risultato. A 45 dalla conclusione la corsa si movimenterà con una prima salita. Dall’altimetria ufficiale sembrano un paio di chilometri d’ascesa con pendenze che superano l’8% di pendenza media, ma è difficile quantificare con maggiore precisione e lo strappo non è segnalato come GPM.

Una volta superata la discesa si entrerà in medias res nel circuito finale da affrontare due volte e caratterizzato da una breve salitella. Ottocento metri al 7% che termineranno a 4 chilometri dalla conclusione: anche qui, però, non ci sarà pianura. Un falsopiano sempre ascendente, con l’ultimo chilometro non scontato che sale prima al 4 e poi al 3%. Servirà avere le gambe e dopo una giornata tesa come quella di ieri, nonostante la gara fosse ferma, qualcuno potrebbe provare a far saltare il banco.

In ottica classifica generale, Zdenek Stybar può difendere la maglia di leader e addirittura potrebbe provare ad incrementare sugli avversari diretti ma per lui questa situazione potrebbe essere nuova e le difficoltà di rispondere a diversi attacchi non sono da sottovalutare.

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