Scherma, i Giochi sono fatti: spada femminile unico neo. Le ambizioni dell’Italia

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Quasi 100%. A Seul, con il Grand Prix di sciabola, si sono chiuse le prove della Coppa del Mondo di scherma valevoli per la qualificazione olimpica. L’Italia si presenterà al via dei prossimi Giochi con tutte le carte a disposizione alla vigilia esclusa la squadra di spada femminile e, per questo motivo, con una sola atleta nella prova individuale dell’arma senza convenzione. Per il resto la spedizione sarà al completo, pronta a confermare le sette medaglie di Atene 2004 (3-3-1), Pechino 2008 (2-0-5) e Londra 2012 (3-2-2).

Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

Diego Occhiuzzi e Aldo Montano (foto Augusto Bizzi/Federscherma)

ESPERIENZA – In Corea del Sud, sabato, Diego Occhiuzzi ha strappato il secondo pass individuale della sciabola maschile – per cui vige, come nel fioretto donne, la rotazione delle armi imposta dal Cio – firmando anche la sua miglior prestazione stagionale. Il napoletano classe 1981 garantisce affidabilità e proverà a difendere in Brasile l’argento vinto a Londra. Con il terzo posto di Seul, Occhiuzzi ha superato in volata il 21enne Luca Curatoli ed è tornato sul podio dopo la tappa di New York del 2014-2015, sebbene negli ultimi anni sia spesso risultato fondamentale nel quartetto campione del mondo in carica. Con lui ci sarà un altro fuoriclasse della sciabola italiana, quell’Aldo Montano oro ad Atene 2004 e sempre a medaglia olimpica nelle tre edizioni dei Giochi finora disputate. Il livornese, 37 anni, due successi in stagione a Boston e Padova e numero 7 del ranking Fie, si può considerare tra i favoriti in una specialità che annovera campioni del calibro del russo Alexey Yakimenko (n. 1), dall’ungherese Aron Szilagyi (n. 3), del rumeno Tiberiu Dolniceanu (n. 4) e di una serie di talenti emergenti tra cui spiccano soprattutto i forti coreani del sud, rivelazione delle ultime stagioni e guidati da Gu Bongil (n. 2). L’esperienza del duo azzurro potrà giocare un ruolo extra in una gara “strana” com’è storicamente quella olimpica, caratterizzata da un turno in meno ma, paradossalmente, da più tensione a ogni stoccata. E l’esperienza ha trascinato in Brasile la squadra femminile, mai sul podio ma sempre quarta o quinta, una regolarità impressionante da cui partire per scalare ancora un piccolo gradino e – perché no – sognare in grande alle Olimpiadi. Il rientro di Ilaria Bianco dopo l’operazione alla schiena ha blindato il pass delle ragazze di Giovanni Sirovich, guidate da Rossella Gregorio (un podio individuale nell’esordio a Caracas) e completate dal talento parzialmente ancora inesploso di Irene Vecchi e da Loreta Gulotta, definitivamente il quarto elemento di un gruppo che da ora in poi lavorerà per diminuire il gap con Russia, Ucraina, Francia e Stati Uniti, le nazioni più quotate anche a livello individuale. Carte da medaglia? Saranno comunque difficili. Ma la Gregorio, l’unica per ora certa del posto singolo, ha le qualità per competere quasi alla pari con le varie Sofya Velikaya, Yana Egorian, Olga Kharlan e Mariel Zagunis. La campana è tredicesima al mondo e potrebbe sorprendere alla sua prima partecipazione a Cinque Cerchi.

Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca (foto Augusto Bizzi/Federscherma)

Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca (foto Augusto Bizzi/Federscherma)

CERTEZZA – Dopo la doppietta di Londra 2012, Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca hanno vissuto un quadriennio da assolute padrone del fioretto femminile. Escludendo i costanti trionfi a squadre, in cui il Dream Team gode ormai di un monopolio nei grandi eventi che sembra inattaccabile, la brianzola si è messa al collo due ori mondiali individuali (2013 e 2014) e un bronzo (2015), mentre la jesina ha conquistato tre titoli europei consecutivi (2013, 2014 e 2015). Netto il dominio anche in Coppa del Mondo, con il pass per Rio 2016 strappato già a fine novembre al Grand Prix di Torino e una situazione di classifica che, al momento, vede Errigo in testa e Di Francisca – olimpionica in carica – al terzo posto. Tra le due c’è la russa Inna Deriglazova, l’unica avversaria che sembra poter davvero impensierire le azzurre in una giornata di grazia. Finora l’Italia ha lasciato solo le briciole alle proprie rivali: cinque vittorie su sei in stagione, tre a firma Arianna Errigo, una – l’ultima – con Elisa Di Francisca e il Trofeo Inalpi piemontese con l’emergente Alice Volpi, pronta a raccogliere il testimone nella disciplina azzurra più vincente dell’ultimo ventennio. La prima parte di 2015-2016 sarà inoltre ricordata per l’annuncio del ritiro di Valentina Vezzali, che non potrà competere nella sua sesta Olimpiade a causa della discutibile rotazione delle armi, mentre dopo un periodo difficile con tanti infortuni si è rivista al vertice anche Martina Batini. Ma in Brasile ci saranno le due più costanti del recente passato, pronte a un remake dell’assalto per l’oro di quattro anni fa. E la lombarda trama la sua rivincita contro il possibile bis dell’allieva di Giovanna Trillini. In campo maschile, solo Lorenzo Nista (terzo al Grand Prix di Torino) e Daniele Garozzo (terzo ad Algeri) sono riusciti a salire sul podio per l’Italia in questa prima parte dell’anno. Eppure gli azzurri, campioni del mondo in carica con il quartetto e agilmente qualificati alle Olimpiadi, sono secondi nel ranking dietro alla Russia e, a livello individuale, possono contare soprattutto su Andrea Cassarà quinto. Il siciliano Garozzo è settimo, Giorgio Avola dodicesimo: sulla carta saranno loro a competere in Brasile, con Andrea Baldini fedele quarto elemento della squadra chiamata a difendere l’oro di Londra 2012. Finora gli azzurri si sono classificati due volte al secondo posto, mancando però sempre lo squillo dei fuoriclasse. La programmazione dello staff federale guidato dal ct Andrea Cipressa, tuttavia, è finalizzata senza pressioni alle Olimpiadi: la vera Italia si vedrà probabilmente ad agosto. E i rivali, guidati con la prima piazza del ranking dall’americano Alexander Massialas, sono avvisati.

Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli (foto Augusto Bizzi/Federscherma)

Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli (foto Augusto Bizzi/Federscherma)

GRANDI EVENTI – Tutti gli occhi saranno puntati su Rossella Fiamingo. Siciliana, classe 1991, fisico da modella e tecnica sopraffina, ha vinto gli ultimi due titoli iridati (Kazan e Mosca: la Russia le porta bene) con in mezzo anche un argento europeo senza però mai convincere a fondo in Coppa del Mondo. E’ una garista la catanese, si esalta nei momenti più importanti dell’anno e anche alle Olimpiadi – da numero due del ranking Fie dietro alla cinese Xu Anqi – il Bel Paese spera nella conferma a massimi livelli. Sarebbe la consacrazione di un biennio da assoluta protagonista, senza tuttavia la capacità di trascinare l’intero gruppo di spada femminile che, dopo un’infinità di podi consecutivi all’inizio dell’anno scorso, si è sciolto mentalmente tra i Mondiali 2015 e le prime tappe di Coppa e ha gettato clamorosamente alle ortiche un pass olimpico non solo alla portata, ma con il quale poter ambire pure a una medaglia a Rio 2016. E invece no: a metà febbraio la tappa di Buenos Aires ha spezzato definitivamente le velleità di rimonta delle azzurre, che per giunta hanno perso la possibilità di schierare altre atlete nell’individuale. Nulla da fare, quindi, per Mara Navarria (due successi tra Doha e Barcellona e sesto posto vano in classifica) e per una tra Bianca Del Carretto (argento europeo nel 2014) e Francesca Boscarelli (vincitrice nel maggio 2015 proprio del Grand Prix di Rio). L’unica delusione sul percorso di qualificazione olimpica, ma anche un enorme rimpianto. Tanta Sicilia anche al maschile, con un altro numero 2 della classifica mondiale che sogna in grande. E’ Enrico Garozzo, in Coppa del Mondo, che con i corregionali Paolo Pizzo e Marco Fichera e l’umbro Andrea Santarelli ha firmato un vero e proprio miracolo sportivo nella prova a squadre. Dal quarto posto dei Mondiali di Mosca al trionfo conquistato in Germania, a Heidenheim, a febbraio, l’Italspada si è qualificata alle Olimpiadi riscattando il flop degli Europei e tante difficoltà di gestione del gruppo e nel rapporto con il ct Sandro Cuomo. Il quartetto azzurro ora è terzo al mondo, ha battuto in più occasioni la corazzata Francia – una sorta di Dream Team declinato nell’arma senza convenzione grazie ai vari Gauthier Grumier, Yannick Borel e Daniel Jerent – ed è consapevole del suo valore. Attenzione a questa specialità: potrebbero arrivare gioie insperate.

FIORETTO FEMMINILE: 2/2 individuali (Arianna Errigo, Elisa Di Francisca)
FIORETTO MASCHILE: squadra qualificata, 3/3 individuali (a discrezione del ct)
SPADA FEMMINILE: squadra non qualificata, 1/3 individuale (Rossella Fiamingo)
SPADA MASCHILE: squadra qualificata, 3/3 individuali (a discrezione del ct)
SCIABOLA FEMMINILE: squadra qualificata, 3/3 individuali (a discrezione del ct)
SCIABOLA MASCHILE: 2/2 individuali (Aldo Montano, Diego Occhiuzzi)

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Twitter: @FCaligaris

Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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