Pattinaggio artistico, Mondiali 2016 | La entry list delle donne: Tuktamysheva lascia il titolo vacante

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Dopo l’edizione di Los Angeles 2009, i Campionati Mondiali di pattinaggio di figura tornano quest’anno negli Stati Uniti, organizzati per la prima volta in assoluto a Boston.

La campionessa in carica della prova femminile è la russa Elizaveta Tuktamysheva, che però, viste le sue prestazioni negative di questa stagione, dovrà lasciare anche questo titolo, come già accaduto con quello europeo. In sua assenza, la Russia potrà comunque contare sulle tre atlete che hanno monopolizzato la rassegna continentale di Bratislava: la giovanissima Evgenia Medvedeva, classe 1999, e fresca campionessa europea, Elena Radionova, già medagliata ai Mondiali 2015, ed Anna Pogorilaya. In ambito mondiale, però, sarà difficile assistere ad una nuova tripletta russa, vista la concorrenza decisamente più elevata.

Tra le squadre che pretenderanno al podio va sicuramente annoverato il Giappone, che schiererà Satoko Miyahara, campionessa in carica dei Four Continents e già argento iridato un anno fa a Shanghai, ma anche la più esperta Mao Asada, tre volte campionessa mondiale (2008, 2011 e 2014) e cinque volte medagliata in questa rassegna. Asada, tra l’altro, è l’unica delle partecipanti ad aver già vinto la medaglia d’oro iridata.

Assenti dal podio dall’edizione di Calgary 2006, quando Kimmie Meissner vinse l’oro e Sasha Cohen il bronzo, gli Stati Uniti proveranno anche quest’anno a rompere il digiuno di medaglie nel settore femminile. Le atlete papabili saranno le stesse dello scorso anno, Gracie Gold ed Ashley Wagner, che a Shanghai finirono rispettivamente quarta e quinta, a qualche punto dalla zona medaglie.

Ventesima lo scorso anno, l’azzurra Roberta Rodeghiero punterà a confermare, anche in sede iridata, i progressi fatti vedere quest’anno. Quinta ai Campionati Europei e reduce dalla vittoria allo Sportland Trophy di Budapest, la lombarda ha portato il suo personal best a quota 170.76 proprio in occasione della rassegna continentale di Bratislava, risultato che le sarebbe valso il nono posto ai Mondiali di un ano fa. La top ten non è dunque un obiettivo così utopistico.

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