MotoGP, GP Argentina 2016: Lorenzo per la doppietta scaccia-tabù, ma Valentino Rossi venderà cara la pelle. Ducati sogna il bersaglio grosso…

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Jorge Lorenzo ha bagnato con lo champagne del numero uno l’esordio iridato in Qatar, dopo aver interpretato una corsa impeccabile, partendo dalla sua sessantaduesima pole e facendo segnare il giro più veloce in gara: 62 sono ora anche le vittorie in carriera del maiorchino. Andrea Dovizioso e Marc Marquez hanno chiuso il podio; quarto Valentino Rossi, senza infamia e senza lode.

Lo spagnolo della Yamaha affronterà il GP d’Argentina con un solo podio nel suo palmarès ottenuto su questo tracciato (in calendario solo dal 2014); fra tutti gli appuntamenti del Motomondiale, quello sudamericano è una sorta di piccolo tabù per il pentacampeón, ma il feeling da record con le gomme Michelin palesato in Qatar può far pensare ad un’inversione di tendenza…

Il GP di Losail è stato il primo atto della nuova stagione ma il fine settimana nel deserto ha presentato un’altra novità importante per il medio-lungo periodo della MotoGP 2016-2017: Valentino Rossi ha firmato per altri due anni con la sua scuderia, diventando così il “capitano morale” della Casa di Iwata, mettendo fretta al “non rinnovante” (per il momento) Lorenzo e dando virtualmente il via al domino contrattuale dei top team / top riders della classe regina.

L’anno scorso sulla pista di Rio Hondo si impose Valentino Rossi, che poi salì sul gradino più alto del podio indossando la maglietta della nazionale Argentina con il numero 10 di Diego Armando Maradona. Una vittoria del Dottore nella seconda gara della stagione (nel 2015 era stata la terza) gli darebbe una spinta enorme. Un solo decimo di secondo ha separato Rossi dal podio in Qatar, con il probabile rimpianto di una scelta non ottimale circa la gomma posteriore. Con una mescola morbida al posto di una media, cambio vincente fatto da Lorenzo a mezzora dallo start, in quale posizione avrebbe tagliato il traguardo il 46 di Tavullia? Domenica prossima Vale venderà cara la pelle e cercherà in ogni modo il suo primo acuto stagionale.

Il 2016 di Andrea Dovizioso è iniziato con lo stesso risultato dell’anno precedente: secondo posto a Losail; da previsioni, la Desmosedici si è dimostrata una moto molto potente e parecchio competitiva. Anche in Argentina il Dovi giunse secondo nel 2015. Andrea Iannone, da par suo, oltre ad avere segnato il nuovo record di velocità di punta per un prototipo della classe regina, 351,2 km/h, sul rettilineo conclusivo del Losail International Circuit, ha dimostrato un’eccellente forma psicofisica. La sua gara qatariota è finita anzitempo a causa di una caduta, ok, ma fino a quel momento era stato migliore del suo compagno di scuderia ed anche di Jorge Lorenzo, a conti fatti il dominatore indiscusso della notte araba. Chiunque voglia vincere a Termas de Rio Hondo dovrà fare i conti con il pilota di Vasto e la sua Rossa, soprattutto sul rettilineo di 1,076 km del tracciato argentino. Qui Iannone, nel 2015, vide sfumare il gradino più basso del podio solo nelle ultime battute di gara.

Il GP di Argentina sarà un importante banco di prova anche per Marc Marquez. Lo spagnolo del team Repsol Honda in Qatar è stato competitivo e fino alla fine ha insidiato Dovizioso per la seconda piazza; con i problemi che avevano adombrato il preseason della nuova RC213V improvvisamente dissoltisi. Nel 2014, Marquez vinse sul tracciato sudamericano non ripetendosi però l’anno dopo (caduta al 24º giro, a seguito di un contatto proprio con Rossi…). Domenica prossima, il Cabroçito giocherà di nuovo un ruolo da protagonista nella lotta per il podio. Il suo compagno di squadra Dani Pedrosa ha iniziato il Mondiale “meglio” dell’anno scorso, allorquando dei problemi fisici lo tennero fuori dalle corse. In Qatar il trentenne di Sabadell ha finito la gara molto distante dal podio, raccogliendo comunque undici ottimi punti nella classifica iridata. In Argentina potrà coltivare speranze per un buon piazzamento, in attesa di risolvere definitivamente gli ultimi problemi di elettronica che affliggono la sua RC213V.

Maverick Viñales, del team Suzuki Ecstar, e Scott Redding, del team Octo Pramac Yakhnich, hanno fatto bene durante i test a Losail e anche nelle libere del round qatariota; purtroppo le attese non sono state mantenute in gara e le loro prestazioni non sono state da vertice. Ad entrambi, il GP d’Argentina offrirà la possibilità di uno slancio verso il podio o immediati dintorni.

Il ducatista team mate di Redding, Danilo Petrucci, a Termas de Rio Hondo non ci sarà; salterà il secondo GP stagionale dopo l’aggravarsi dell’infortunio alla mano sofferto nei test pre-Campionato. Sarà sostituito da Michele Pirro, collaudatore principale e terzo pilota di Borgo Panigale, che porterà nella bagarre la GP15 con il numero 51.

Lorenzo si ripeterà nella seconda gara stagionale attestandosi a quota 50? Rossi riuscirà a precedere tutti come fatto nel 2015? Le Ducati duelleranno con Yamaha e Honda per il gradino più alto del podio? Da venerdì 1° aprile sarà la pista a rispondere, con le prime prove libere del Gran Premio Motul de la República Argentina che inizieranno alle 9 ore locali. Domenica alle 21 scatterà la gara.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

Foto: pagina FB Andrea Iannone

 

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